SUPERBAsketball – Basket di Genova e Liguria

"la passione, solo la passione"

Interviste – Gian Pietro Assandri

Posted by superbasketball su 5 dicembre 2008

L’intervista di oggi non è legata ad un campionato specifico. Però, credo che interesserà tutti, visto che chi leggerete nelle prossime righe ha attraversato la storia della pallacanestro genovese e ligure, quantomeno da quando me la ricordo io. Credo che tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati lo conoscano, quantomeno di nome. Oggi gli chiediamo di raccontarci un po’ del suo passato, del passato del basket ligure, e di darci il suo parere sulla situazione attuale. Diamo la parola quindi a Gian Pietro “Cicci” Assandri!

 

SBB: Salve coach! (Va bene coach no?) Io credo di non essere in grado di presentarla efficacemente…modestamente mi ritiro e le chiedo di scrivere qualche riga biografica…

GPA: Ahimè, età 68, qualifica federale allenatore benemerito, Presidente Allenatori Liguri (C.N.A.) dal…1972, rieletto da nove cicli olimpici, formatore per i corsi Allievo Allenatore e Allenatore di base. Prima squadra allenata a 19 anni, ultima a 60, Auxilium femminile che arrivò alla serie A.

SBB: Una mia curiosità: da dove viene il soprannome “Cicci”?

GPA: Da una mamma meravigliosa che come unico difetto ebbe l’idea di questo “marchio”…

SBB: I miei primi ricordi cestistici (sono un quarantenne…e passa) risalgono all’epopea Emerson. Ricordo qualche partita vista al Palasport, con Marquinho, Stahl, Gualco, Salvaneschi, eccetera…però ero un bambino/ragazzino e allora non c’era certo Internet. Come viveva la città l’esistenza di una squadra di basket in serie A, cosa che per un cestofilo genovese attuale è come parlare della leggenda di Atlantide?

GPA: In un certo senso si, avevamo un grande Presidente Gino Negro, ma i mezzi erano limitati, ricordo una trasferta a Brindisi in cuccette di seconda, con giocatori di 2,10 che dormivano in posizione ultra fetale.

SBB: Perché allora si era riusciti ad arrivare tanto in alto e poi sono dovuti passare 30 anni perché una squadra di Genova tornasse in B (nemmeno di Eccellenza)?

GPA: Impianti inadeguati, pigrizia politica, mancanza di sponsors ma anche dirigenti inadeguati.

SBB: Com’è possibile che 30 anni dopo ci si sia dovuti rendere conto che i problemi sollevati allora e che portarono alla perdita della squadra si riproponevano drammaticamente, sia pure in scala minore perché stavolta non era la serie A in ballo, con esiti simili? Dove ha sbagliato la pallacanestro genovese in questi 30 anni?

GPA: Gli errori sono stati tanti, sarebbe un lungo elenco, cito solo un esempio: Orazio Cacace storico presidente del Loano quando ebbe grossi problemi di impianto chiese ad un suo dirigente societario di concorrere alla carica di Sindaco, lo sostenne in tutta la campagna elettorale e una volta diventato sindaco in tre anni il più bel palazzetto dello sport fu fatto. A noi forse basterebbe un assessore….

SBB: Andiamo avanti nel tempo: la A2 femminile a Genova…

GPA: L’Auxilium Genova femminile che dalla serie C, con un ottimo vivaio formato da Dario Caorsi, arrivò in tre anni alla serie A, poi lo sponsor si ritirò, non vi fu più la forza economica e tutto finì. È uno dei miei ricordi più belli ma anche il più doloroso.

SBB: A tutt’oggi comunque il basket femminile in Liguria ha ancora una squadra in A2, cosa che il basket maschile sogna…e sino all’anno scorso era addirittura in A. Ha seguito quel che è successo a Spezia? E come vede il campionato dell’Olimpia di quest’anno?

GPA: Seguo tutto, la Serie A1 Femminile da Spezia si è trasferita a Livorno dove pensava di avere più aiuti economici avendo in cambio una A2 squadra dignitosa ben allenata…ma non credo possa ambire al salto di categoria.

SBB: Parliamo un attimo del Vado. Il Riviera sta costruendosi una storia sua nella B1 o A Dilettanti che dir si voglia dopo averla conquistata sul campo. Dove può arrivare? Basteranno gli innesti di quest’anno per una salvezza tranquilla almeno?

GPA: Il Vado in campo maschile è l’unica perla che abbiamo, grande Presidente, società organizzata, grande pubblico, ottimo allenatore, purtroppo per il grave infortunio del playmaker dovrà stringere i denti.

SBB: E le liguri della C1 o C Dilettanti? Hanno qualche speranza di promozione (nel caso di Spezia, di salvezza)?

GPA: In serie C1 (sto usando le vecchie denominazioni) la Polisportiva Tigullio di Santa Margherita ha un roster spaziale: Rusconi, Ceper, Brega e compagni potrebbero essere protagonisti anche nelle serie superiori, inspiegabili le troppe sconfitte casalinghe, ma il campionato è lungo, c’è tempo per rifarsi. Il Sestri Levante, società ben strutturata, ha scelto anche la politica di valorizzare i giovani locali con innesti da fuori, sta facendo un buon campionato, peccato l’infortunio di Cavazzon, l’allenatore Miki Bertieri oltre che un amico fraterno è sinonimo di lavoro e serietà.

SBB: Parlando di Spezia, vengono in mente due casi non molto simili ma maturati a breve distanza di tempo: l’esonero di De Santis (dopo 9 sconfitte di fila) e quello di Giannetti (dopo 2 sconfitte ma con la squadra in testa al girone della B di Eccellenza). Senza andare nel merito, davvero può un cambio del solo allenatore cambiare le sorti di un campionato?

GPA: Io ovviamente sono contrario agli esoneri “calcistici” ma sono altresì convinto che un Presidente ha il diritto, se ritiene sia giusto, di farlo. Spezia maschile, ora guidato da un mio ex giocatore, Maurizio Bertelà, senza nulla togliere a Max De Santis, ha ritrovato grinta e volontà. Io mi auguro di cuore che riesca a salvarsi. Nella femminile, la seconda squadra di Spezia ha ripreso Tommei una vecchia volpe del parquet… farà sicuramente bene anche perché è una Società ottima, ambiziosa e con mezzi economici per la categoria.

SBB: La domanda precedente serviva anche a venire a parlare di allenatori, perché lei è presidente del CNA e responsabile della formazione degli stessi. Raccontiamo ai lettori quali sono le attività federali nel settore e i risultati che si sono ottenuti in questi anni? Com’è la qualità degli allenatori in Liguria (non facciamo nomi, magari solo i cognomi…hehehe…)?

GPA: Gli allenatori Liguri tesserati CNA sono 420!!! Ma oltre l’80% si ferma ai primi corsi e non prosegue, certo il proseguire comporta grossi sacrifici: mesi estivi impegnati e costi altissimi. Ma di allenatori preparati, giovani e non, ve ne sono.

SBB: Lo sviluppo del basket passa non solo dagli allenatori e dai giocatori, ma anche dalla crescita degli arbitri. Spesso si trovano commenti non molto benevoli sui cosiddetti “grigi”, specialmente nei campionati minori ma ahimè anche in quelli nazionali…come si lavora localmente per la formazione degli arbitri e come si può fare in modo che il rapporto tra tutte le componenti del gioco sia “armonioso”? Ci sono aggiornamenti, contatti, eccetera, tra le varie componenti?

GPA: Annoso problema irrisolto, non si riesce a camminare insieme e non certo per volontà degli allenatori. Quando io tengo un corso allievi allenatori o allenatori di base gli arbitri tengono lezioni di arbitraggio, dopodiché gli aspiranti allenatori nell’arco di un anno sono obbligati ad arbitrare un certo numero di partite. Quando vi è un corso arbitri gli allenatori non sono neanche invitati…..

SBB: Sempre restando agli incarichi FIP, parliamo anche di Azzurrina?

GPA: Azzurrina ritengo sia il fiore all’occhiello del Comitato regionale!

SBB: Negli ultimi giorni si è parlato, direi più tra gli “addetti ai lavori” che tra la gente della strada, del problema dell’atteggiamento dei media liguri verso il basket. Tutto nasce da una squadra, il Centro Basket Sestri Levante, che per protesta ha iniziato un suo silenzio stampa. Come vede la situazione? Sono utili queste forme di protesta?

GPA: Penso che l’atteggiamento del Sestri Levante possa ottenere rilevanza se anche altre Società “pretendono” più spazio sui media. Mi sembra che nelle ultime settimane, anche grazie a Federico Grasso, addetto stampa della Federazione Regionale, questo stia avvenendo.

SBB: Qui siamo sul web, e spazio ce n’è per tutti. Non è che cercare spazio sui media tradizionali sia tutto sommato uno sforzo superiore al risultato ottenibile, mentre si potrebbe fare qualcosa di eccelso con poco sforzo da queste parti?

GPA: Credo che i tempi non siano ancora del tutto maturi ma la strada è indubbio che sia questa.

SBB: Va bene, per oggi direi che può bastare…resta il tempo per il mio solito “spazio libero”, un momento in cui l’intervistato può affrontare l’argomento che vuole, rivolgendosi a chi vuole…

GPA: Ho imparato a mie spese che il Basket non deve essere “il tutto” della vita personale.

SBB: Grazie a Coach Gian Pietro Assandri, buon lavoro e visto che ci siamo anche buon Natale!

GPA: Ricambio di cuore.

 

Torneremo a rompere le scatole a Coach Assandri, ci tengo perché che ci volete fare, alla mia età quando mi si parla dell’Emerson…e come vedete in ogni caso ha da dire cose precise su tanti argomenti!

 

 

 

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