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Coppa Italia A2/F – Sabato la Carispezia sfida Crema nella semifinale della Final Four: quattro chiacchiere con coach Marco Corsolini

Posted by superbasketball su 3 marzo 2016

Logo-Ufficiale-Final-Four-Broni-2016-per-webCi siamo, sabato a Broni inizia la Final Four di Coppa Italia di A2 femminile, che quest’anno vede una squadra ligure partecipare con ottime chances!

Come sapete infatti la Carispezia di coach Marco Corsolini ha acquisito il diritto di partecipare vincendo il girone di andata del suo raggruppamento B, o Sud, e avendo ottenuto il primo posto dovrà incrociarsi con la seconda del girone A, ovvero la Tecmar Crema, mentre nell’altra semifinale l’altra squadra imbattuta della A2, la OMC Cignoli Broni, padrona di casa, affronterà la PFF Group Ferrara, che si è piazzata seconda dietro alle spezzine (e lo è ancora). Una Final Four che si preannuncia molto interessante perché il livello delle contendenti è molto buono: i due gironi sembrano quasi fotocopia l’uno dell’altro, con la prima a punteggio pieno, la seconda con 3 sconfitte, e le altre anni luce dietro. Queste quattro sono in effetti le top 4 per davvero, anche se…

Anche se secondo me non c’è tutta questa differenza di cui si parla in giro“, dice coach Corsolini al telefono con il vostro blogger in uno dei pochi momenti liberi della sua giornata. “Anche con molte altre squadre del nostro girone in effetti non c’è molta differenza, figuriamoci tra queste quattro…tutti dicono che la finale annunciata sia tra noi e Broni ma guardate che sia Crema sia Ferrara sono due signore squadre e non è per nulla scontato che noi si vinca con Crema o che Broni batta Ferrara così facilmente. Crema ad esempio con Broni ha giocato praticamente punto a punto (e poi ha perso di 5, N.d.SBB)”.

Ecco, parliamo di Crema, l’avversaria di sabato. Voi l’avete studiata? “Certo, ho visto forse 8-9 partite della Tecmar. Loro hanno un gioco molto fisico, molto agonistico, che si addice molto al loro gruppo. Giocano però all’incirca in 7, con diversi punti di riferimento fissi. Se riescono a reggere le rotazioni ridotte, sono molto efficaci, tant’è vero che hanno una serie di vittorie consecutive impressionante, 12 (e 17 delle ultime 18, N.d.SBB): forse hanno un roster un po’ corto. Ma d’altronde vorrei dire che più di tanto non vogliamo occuparci di cosa fanno le altre squadre, anche perché magari in un evento del genere vengono introdotte comunque delle novità tattiche non prevedibili del tutto. Piuttosto preferiamo concentrarci su quello che vogliamo fare noi, sul fare al meglio le nostre cose“.

final4Ad esempio, che si fa per preparare una Final Four? “Chiaramente non si può preparare davvero bene l’eventuale partita della domenica, di fatto la prepari in 24 ore. Poi per le sorprese di cui dicevamo prepari magari 2/3 adeguamenti tattici. Ma questa settimana noi l’abbiamo in realtà in gran parte dedicata a quello che è successo con Palermo. Avrò rivisto, non scherzo, una decina di volte la partita, e direi che ho trovato degli spunti positivi, ne usciamo rinfrancati. Con Palermo abbiamo avuto, direi per la prima volta, un blocco offensivo prolungato, che viene dal fatto che eseguivamo i nostri giochi, ma non al 100%, forse al 70%. Se non porti il blocco al 100%, non esci al 100% da dietro ai blocchi, non scatti al 100%, non riesci a fare la differenza. Il gioco lo fai ma non prendi mai vantaggio e la differenza tra segnare e non segnare sta in quel pizzico di determinazione in più. Quando l’abbiamo fatto, nei primi 2 quarti, abbiamo segnato 44 punti al Palermo. Quindi credo che sia bene concentrarsi di più su sé stessi. E poi bisogna far lavorare molto le ragazze per accrescere le loro conoscenze e migliorare le loro letture. Perché secondo me il basket femminile si sta evolvendo, e oggi, anche se fisicamente rispetto al maschile c’è sempre differenza, sta diventando sempre più importante l’aspetto delle letture rispetto all’esecuzione dei giochi: le partite sono sempre meno giochi di scacchi e le ragazze usano sempre di più le soluzioni basate sulle letture. Psicologicamente però le ragazze hanno bisogno di trovarsi in situazioni conosciute, per sapere già razionalmente quale cosa fare, e per inciso sono molto più precise nell’eseguire gli schemi: un ragazzo invece di solito fa più fatica a stare in uno schema, ma in una situazione nuova sceglie di fare le cose in modo più ‘spensierato’, si spaventa meno. Quindi per ovviare a questo alle ragazze bisogna presentare in allenamento più situazioni possibili. Lavorare tanto.” E le due partite in circa 24 ore? “Guarda, io credo che paradossalmente noi rischiamo di più nella partita del sabato. Batterci è possibile, si è visto anche con Palermo dove abbiamo rischiato; ma credo che alla seconda partita sia molto molto più difficile, perché noi siamo estenuanti“.

Siete tenaci e si è visto anche in quell’interminabile gara di Castel San Pietro: “Sì, beh, quella poi era stata una partita tecnicamente non bella, ma dal punto di vista sia fisico sia mentale noi al 5° supplementare eravamo pronte a giocare anche il 6°, no problem, mentre le avversarie ad un certo punto sono crollate. E devo dire che su questo sono felicissimo di essere tornato dopo alcuni anni a lavorare con Scarpellini, che per me è il numero 1. Si lavora benissimo, la preparazione direi che sta venendo fuori e tra l’altro lui ci fa fare tanto lavoro fisico ma sempre molto applicato al basket, molto finalizzato, poca attività generica e tanta specifica. Direi che paga!“.

Grazie coach Corsolini, buon lavoro!

E allora mi pare che siamo belli carichi per provare a giocarsi questa Coppa. Che sarebbe un bel colpo, e ricordiamoci sempre: 12 mesi fa questa società era in B Femminile Toscana. E nemmeno prima, essendo partita maluccio. Oggigiorno si gioca un “titulo” nazionale, in attesa di giocarsi l’altro sogno, quello della promozione nella massima serie.

Quindi, se pensate che Broni, provincia di Pavia, uscita della A21 TO-PC Broni-Stradella, dista 1 ora e 56 minuti di macchina da La Spezia e 1 ora e 12 minuti da Genova (da maps.google.it, in assenza di traffico, per la precisione), e se avete un po’ di tempo libero sabato e magari anche domenica, fateci un pensierino, fatecene due, e poi andate a sostenere una squadra ligure, e a vedere il top della pallacanestro femminile di A2, con tante giovani tra l’altro!

E Forza Carispezia!

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