SUPERBAsketball – Basket di Genova e Liguria

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Genova e il basket, i tanti motivi di difficoltà del capoluogo. Gli articoli su Repubblica Genova e il contributo di Pietro Del Sorbo

Posted by superbasketball su 31 marzo 2016

A volte ritornano, ed essendo argomenti importanti per il nostro sport, riemergono spesso prepotentemente.

Oggi su Repubblica Genova (e in parte anche nel sito web del giornale, andate a leggere qui nel link) si è parlato delle problematiche del basket a Genova. Gli impianti, in particolare riguardo ai costi, alla gestione e alla loro quantità e qualità, la quasi totale assenza di sponsor (mentre per i tornei di calcio amatoriali spuntano come funghi), il relativo disinteresse delle istituzioni. I motivi sono tanti e sono sicuro che in funzione della propria posizione ed esperienza ognuno penserà che sia più colpa di un fattore o più colpa dell’altro, e che si potrebbe discutere davvero molto a lungo senza magari arrivare a posizioni comuni a tutti. E’ vero però che il combinato disposto di queste concause (e aggiungiamoci volentieri il campanilismo, che è innegabile) ha portato negli anni a creare difficoltà a gran parte delle iniziative che si sono succedute in questa città. Pur con qualche cosa da puntualizzare (NBA-Zena non ha chiuso, anche se come sapete quest’anno ha rinunciato alle attività senior, magari ci sarebbero da fare dei distinguo sulle varie realtà impiantistiche) sarebbe bello che aprisse gli occhi a chi fa finta di non vedere. Meno male che un po’ di spazio sui media cartacei ogni tanto viene fuori. Oggi una pagina intera :-O .

Nella pagina del giornale si parlava anche di giovani liguri che stanno facendo parlare di sé fuori Liguria (e ci si è limitati al settore maschile). Dato che su web l’articolo non è stato riportato, non ditelo a nessuno ma qui c’è il testo 😉 :

LE STORIE/TRE RAGAZZI LIGURI SFONDANO AD ALTI LIVELLI
MIASCHI, OXILIA, CACACE, LA MEGLIO GIOVENTU’
Il basket genovese e ligure maschile stentano, ma sfornano lo stesso un trio di talenti, Miaschi, Oxilia, Cacace, quasi un miracolo. Il più giovane è Federico Miaschi, sedici anni il prossimo 26 aprile. Assieme a Matteo Laganà (Reggio Calabria) è stato invitato il primo week end di marzo al Jordan Brand Classic di Zagabria, raduno per quaranta talenti europei Under 16, una manifestazione da cui sono passati Enes Kanter (Oklahoma City Thunder), Jonas Valančiūnas (Toronto Raptors), Nikola Mirotic (Chicago Bulls). Guardia di 198 centimetri, ha cominciato dalle giovanili dell’Aurora Chiavari e poi del CAP Genova. Adesso è un punto di forza della Reyer Venezia U18 e U16 ed è nel gruppo della nazionale di categoria.
Tommaso Oxilia, diciotto anni il prossimo 22 aprile, è ligure di Loano, stesso paese di Lino Lardo ex allenatore Virtus. Comincia a nove anni all’Asd basket Loano. Ad appena quattordici anni Tommaso impressiona sotto ogni profilo e nel “Trofeo delle Regioni” 2013 di Genova esplode. La Liguria conclude al 9° posto, ma Oxilia mette insieme 28,5 punti di media. Così all’età di 15 anni, nel Luglio 2013, approda alla Virtus Bologna. Si afferma subito ed il 10 maggio 2015 esordisce in Serie A, realizzando cinque punti in 11 minuti. Viene così convocato per il «Basketball without borders», organizzato dalla NBA a Gran Canaria dal 2 al 5 giugno, con Davide Moretti (figlio di Paolo, ex Virtus e Fortitudo oggi coach di Varese) e Lorenzo Bucarelli. Partito come ala, sta provando a diventare un playmaker.
Il trio è completato da Alberto Cacace, guardia-ala. In questa stagione è stato prima alla Mens Sana Siena (otto presenze) e poi alla Bondi Ferrara da gennaio 2016, dopo l’esperienza con Veroli. Gioca sette minuti a gara in serie A 2. Origini a Loano, vent’anni il prossimo 22 giugno, ha finito il suo percorso giovanile nel vivaio della Stella Azzurra Roma, dove ha vinto uno scudettino Dng. Nel suo curriculum i mondiali Under 19 di Creta in Grecia, chiusi al sesto posto, con una media di 4,9 punti e 14, 5 minuti di utilizzo, a fianco, ad esempio, di Flaccadori, grande protagonista con Trento in serie A, un piazzamento che mancava dal 1991. Da citare è anche la vittoria del prestigioso Torneo di Mannheim nel 2014, una sorta di premondiale, battendo in finale gli USA, con 23 minuti giocati e 8,4 punti. Il fratello Giacomo (1993), trascorsi con Armani Milano, è tornato in Liguria, vestendo le casacche di Loano, Vado ed Ospedaletti. Il basket ligure ha tre nuovi gioielli e sogna di trovare i nuovi Bonamico, i nuovi Costa.
Lorenzo Mangini

Non sarà propriamente più un giovane (l’ho intervistato già un sacco di tempo fa…), ma nell’occasione mi pare che ci stia bene sentire anche la testimonianza di qualcuno che il basket di Genova l’ha conosciuto, e l’ha dovuto salutare. Pietro Del Sorbo, ha ormai trent’anni, ma rimane la giovane anima genovese, il capitano dell’Effe 2000, l’ultima grande realtà cestistica maschile capace, fino al 2008, di affacciarsi da Genova fuori dai confini regionali prima che lo rifacesse il Cus Genova l’anno scorso, a un livello però inferiore. Pietro ha cominciato dalla palestra di Boccadasse e, dopo un piccolo giro a tappe, è arrivato a Crema in B, in una squadra che sta disputando un’ottima stagione.

Sono dovuto emigrare per continuare a giocare. A Genova non si può fare basket a buon livello“, riassume Pietro. “Sono partito dall’AK Basket. Ho poi militato in Columbus e Genova Basket in C nazionale, che poi ha ceduto i diritti all’Effe 2000. Nessuna di queste squadre esiste più. In otto anni la situazione è peggiorata, in Liguria avevamo sei squadre in tornei nazionali, Vado in B d’Eccellenza, Effe 2000 in B e quattro in C. Adesso zero“.

I numeri sono impietosi, nella loro asciutta sintesi…Sulla rapida fine della società guidata dai fratelli Fertonani, di cui è stato bandiera, Pietro indica la mancanza di riscontri alle promesse: “Non è stata una questione economica, semmai di mancato riconoscimento degli sforzi fatti da parte delle varie componenti del basket genovese e delle autorità cittadine. Avevano avuto tante promesse, ma si erano rivelate solo parole“.

Anche fuori regione ha toccato con mano la precarietà di questo mondo. “Sono stato due anni a Valenza, un ambiente molto unito, ma quando lo sponsor ha lasciato è saltato tutto. Sono tornato un anno a Loano per laurearmi e ho avuto la fortuna di conoscere il presidente Stefano Dellacasa, persona squisita ed uno dei pochi che investe in Liguria. Dopo pochi a mesi a Rovereto, sofferti per i gravi problemi economici, il bilancio degli ultimi quattro, divisi tra Mortara e Crema, è molto positivo“.

In ogni caso, il confronto con la realtà genovese è impietoso. “Fuori è normale avere una ‘casa’, un palazzetto sufficientemente ricettivo, anche in paesi di tre-quattromila abitanti. Così puoi andare in palestra quando vuoi, spesso hai le chiavi dell’impianto. A Mortara si poteva utilizzare anche la sala pesi. A Genova situazioni di questo tipo sono una chimera” (mi pare vada un po’ meglio fuori Genova a dir la verità, chi vive in realtà nel resto della Liguria credo possa confermare, N.d.SBB). Con il mondo del basket genovese non ha più grossi rapporti: “Sento ogni tanto i coach Caorsi e Vaccaro e leggo sempre il blog, un esempio di perseveranza (bravo, così si fa! N.d.SBB). L’ultima gara, che ho visto, è stata Cus Genova-Sarzana, finale di play off“. In effetti era un paio di anni fa…Pietro sta già pensando al futuro, a cosa fare dopo: “Ho iniziato ad insegnare educazione fisica a scuola, mi piace molto, oltretutto l’istituto è vicino al palazzetto e quindi è tutto a misura d’uomo“. Non è ottimista invece sul futuro del basket sotto la Lanterna. “Servirebbe almeno un palazzetto dedicato alla pallacanestro, ma più passa il tempo e più sarà difficile ripartire“. Eh sì, perché se non si fa qualcosa in tempi relativamente brevi forse anche i circa mille presenti per l’ultima gara dell’Effe 2000, nella semifinale con Palestrina al Palacus, nel frattempo sport, ed interessi, li cambiano sicuramente.

Sicuramente avrete i vostri pareri ed idee. Qui o su Facebook, se ne può parlare. Credo che una pallacanestro forte a Genova sia importantissima per lo sviluppo del basket in Liguria. Meno male che ci sono realtà che riescono a mantenere un ottimo livello, e penso soprattutto a La Spezia che è al top sia nel maschile (relativamente alla Liguria) sia nel femminile (qui a livello nazionale la situazione è molto buona direi), ma anche ad altre. Lo stesso Riviera Vado, indipendentemente da come sia stato costruito (e da come è crollato) riusciva a catalizzare un buon seguito, riempiendo l’impianto di Quiliano quando militava in A e B dilettanti. Ma le potenzialità del capoluogo sono sulla carta superiori, sia nel breve (pubblico) sia nel medio (reclutamento). La sparizione dell’Effe2000 è stata il fattore scatenante per decidermi a iniziare questo blog; preferirei avere più tempo libero per utilizzarlo sulle gradinate di un palazzetto a godermi pallacanestro di alto livello. Non chiedo molto eh, oggi come oggi mi basterebbe una B! E credo che come me molti altri aspettino solo un motivo valido per ricominciare a riempire le tribune di un palazzetto, però se non vogliamo le meteore bisogna che si crei una condizione che permetta la crescita “naturale” di realtà che siano in grado di sostenersi; non puramente da sole, perché anche altrove in qualche modo i costi non possono essere coperti dalle famiglie dei praticanti del minibasket, ma con il concorso di sponsor privati ed istituzionali. E allora magari i Del Sorbo, e oggi i Miaschi, gli Oxilia e i Cacace (e tutti gli altri e le altre che non sono stati citati, ovviamente), magari non avranno bisogno di emigrare. Utopia? I want to believe.

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