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Pegli rilancia con la C Silver e l’Eccellenza. Il punto societario con coach Piastra

Posted by superbasketball su 27 settembre 2017

logo_pegliCi eravamo già sentiti l’anno scorso con coach Giovanni Piastra, perché allora aveva occupato la posizione di neo responsabile del settore giovanile del Basket Pegli. Oggi, sia per fare un riassunto di quanto successo in via Cialli (e anche fuori regione!) nel 2016-2017, sia per parlare delle novità arancioblu per la stagione che inizia (anzi per loro è già iniziata!), sono di nuovo con Giovanni a fare una specie di “punto”. Poi alla fine, se ci arrivate non troppo stanchi, mi allargo un po’ anch’io 😉 .

piastra

Coach Giovanni Piastra

SBB: Ciao Giovanni, ci siamo già sentiti 12 mesi fa e ci parlavi dell’attività di Basket Pegli. Possiamo fare intanto un riepilogo dell’annata passata, che ha dato credo diverse soddisfazioni non da poco?

GP: Ciao Bruno, sì direi che è stata un’annata molto soddisfacente. Per quanto riguarda il settore maschile, la prima squadra, in serie D, ha avuto un ottimo risultato. Pur essendo composta prevalentemente da Under 20, sono arrivati fino ai quarti perdendo purtroppo nel finale di gara 3. Gli stessi under 20 hanno poi raggiunto la finale del loro campionato di categoria perdendo in finale contro l’Aurora Chiavari. Gli U16, che hanno disputato il campionato d’eccellenza piemontese, sono riusciti a raggiungere la semifinale della Coppa Piemonte, mentre gli U14 hanno raggiunto la finale regionale ma si sono dovuti arrendere contro la fortissima formazione biancorossa di Vado. Sicuramente il grande risultato l’hanno ottenuto le ragazze dell’U14 femminile che, dopo aver vinto il campionato regionale, hanno disputato delle grandissime finali nazionali raggiungendo il quinto posto assoluto in Italia, con Matilde Pini che, un anno sotto leva, è stata brava tanto da essere inserita nel quintetto ideale delle finaliste: una grande soddisfazione per lei e per la società.

SBB: Quest’anno a quanto ho letto ci sono diversi cambiamenti societari e per quanto riguarda l’attività diverse conferme…

GP: Sì ci sono stati alcuni cambiamenti nello staff, i nuovi arrivati sono 3: Guido Griffanti, che già l’anno scorso aveva iniziato a collaborare parzialmente con noi mentre da quest’anno lo avremo a tempo pieno, e guiderà l’U18 e U20 regionale maschile, l’U14 femminile e aiuterà con la prima squadra; Jacopo Oneto che sostituirà Beppe Fusco nell’organizzazione del settore Minibasket, allenerà l’U13 elite e aiuterà nel settore femminile; e poi per ultimo, ma non certo per importanza, Riccardo Mortara, preparatore atletico con il quale ho già lavorato al CAP Genova. Insomma tre importanti nuovi arrivi che, sono sicuro, faranno crescere notevolmente la società, a 360 gradi. Come ho già detto, non ci saranno più Beppe Fusco, e la Francesca Di Chiara, che hanno cambiato società e ai quali auguro un grosso in bocca al lupo per la loro nuova avventura. Tutti gli altri sono stati confermati: Stefano Ambrosini guiderà l’U14 élite, gli U16 regionali e gli U15, che quest’anno andranno a disputare il campionato eccellenza in Piemonte; Ezio Torchia allenerà le U16 e le U18 femminili; Andrea Daga aiuterà Jacopo nel settore Minibasket; Federico Pozzi oltre ad aiutare nel minibasket e nei gruppi del settore giovanile, avrà il ruolo di Direttore Sportivo della società; e il sottoscritto che allenerà gli U18 eccellenza in Piemonte e la prima squadra che quest’anno disputerà il campionato di C silver. Faremo così due campionati d’eccellenza nel settore giovanile e la C silver con la prima squadra: avremo sicuramente qualche risultato di squadra in meno ma non è quello il nostro obbiettivo perché noi vogliamo lavorare sui giocatori e quindi dobbiamo dar loro la possibilità di crescere giocando in contesti il più possibile competitivi.

SBB: Situazione palestra, l’anno scorso si parlava di progetti per un nuovo impianto. Come procede?

GP: Procede un po’ a rilento ma procede, con qualche intoppo, soprattutto burocratico; speravamo di averlo già quest’anno ma a questo punto speriamo nella stagione 2018 – 2019. Quest’anno cerchiamo di stringerci ancora nel Palasharker e, per fortuna, abbiamo recuperato qualche spazio alla palestra del Figoi. Purtroppo siamo nello stretto perché le iscrizioni aumentano sempre più e se da una parte ne siamo contenti perché vuol dire che piace quello che stiamo facendo, dall’altra ci dispiace perché questi problemi di spazio non ci permettono di lavorare al meglio.

SBB: Vi siete già impegnati con la stagione agonistica, con lo spareggio Under 18!

GP: Sì, diciamo che dopo esserci iscritti ci è arrivata la comunicazione di questo spareggio, tra noi e Santa Margherita perché c’era ancora solo un posto a disposizione per l’eccellenza piemontese. Dopo la partita di andata persa di 8 punti siamo riusciti a ribaltare la differenza canestri in gara 2 vincendo di 18 punti e guadagnandoci così l’ammissione al campionato. Purtroppo, visto il regolamento che impone l’uso del campo 28×15, non possiamo giocare in casa nostra: siamo costretti a migrare fino a Chiavari. Abbiamo fatto richiesta da Celle Ligure fino a Chiavari ma nessuno si è reso disponibile per concederci anche solo due ore nella propria struttura ogni due settimane, il mercoledì o il giovedì sera. È solo per la gentilezza dell’Aurora Chiavari e del comune di Chiavari che hanno capito la nostra situazione, e approfitto di questa occasione per ringraziarli pubblicamente, che potremo fare questo campionato, anche se, in pratica, giocheremo sempre in trasferta. È scomodo ma i ragazzi sono motivati dall’idea di potersi confrontare con squadre molto forti.

SBB: Giovanni, vuoi fare un commento finale sintetico sulla tua esperienza al Pegli?

GP: Più vado avanti in questo lavoro più mi convinco che i risultati si hanno quando la “filiera” è completa: dal minibasket alla prima squadra. Spesso alcuni settori delle società sono considerati meno importanti ma non è così. La qualità e l’impegno sono necessari in tutti i settori, dalla dirigenza agli allenatori, dal preparatore atletico al fisioterapista. Ed è importante che tutti parlino la stessa lingua, che non necessariamente vuol dire che siano sempre tutti d’accordo, ma che ci sia dialogo, collaborazione e lealtà. Ma un ruolo fondamentale, spesso ignorato, lo hanno le famiglie. I genitori si sobbarcano sacrifici di tempo ed economici, mettono spesso a disposizione le proprie vetture per le trasferte, e i nostri, come altri, sono sempre molto disponibili. E da loro si pretende un comportamento educato sugli spalti, che a volte, raramente, non hanno, anche perché non è sempre facile averlo, ma è proprio compito della società far capire che alla base di ogni progetto e successo c’è sempre l’educazione, il rispetto e un comportamento adulto. Su questo spesso non si transige, anche a costo, purtroppo, di sembrare non riconoscenti.

SBB: Grazie Giovanni, complimenti per quanto già fatto e in bocca al lupo per la nuova stagione!

Alcune considerazioni mie, appunti che nascono da quanto detto da coach Piastra ma che valgono un po’ per tutti in questa nostra regione. Prendetelo come un piccolo “editoriale”, tanto ho tempo perché stamattina sono in ferie.

In primis gli spazi. Le risorse finanziarie sono sicuramente cruciali, ma guardate in quante situazioni le società liguri, e credo di poter dire, soprattutto quelle genovesi, devono fare i salti mortali per far sì che non sia l’impiantistica a mortificare troppo l’iniziativa! Meno male che qualche soluzione viene trovata, magari con l’aiuto di altre società o con convivenze forzate, ma le difficoltà sono certamente elevatissime, e anche i risultati assumono un significato maggiore. In tempi di Oscar, ricordiamocelo: un Oscar al “tappullo” per le società liguri, tutte, io lo assegnerei. Forza.

Secondo, mi piace molto il richiamo alla correttezza del pubblico, leggi al 90% i genitori. Hanno preso un Oscar quelli del Trofeo delle Regioni, eppure io, che per motivi di giovanili e anche di C Silver un po’ di palestre le giro, trovo la situazione di solito piuttosto pesante. In alcuni casi ho temuto che si passasse ai fatti (e parliamo di giovanili). Bene che le società dicano apertamente che non vogliono l’aggressione verbale ad arbitri e avversari (e magari con l’aggravante “razziale”, lo metto tra virgolette perché di razze ce n’è una sola, quella umana). Per favore diciamolo sempre, è chiaro che a qualcuno scapperà sempre qualcosa (capita anche a me di pensare, e dire, che per me quello che ho appena visto è un fallo mentre non lo è stato per i fischietti, si sente anche nelle riprese che faccio), ma ho visto spesso iniziare le contestazioni al primo fischio. Non può essere! Basta, tolleranza zero o quasi. Forza.

Terzo: se i risultati crescono a livello regionale (crescono? Sembra di sì, speriamo sia un trend e non un picco isolato, ma il numero di squadre giovanili nelle varie Eccellenze ad esempio continua a crescere), ancora più interessante è se cresce l’interesse tra i bambini, o le loro famiglie, quantomeno, e questo si traduce in iscrizioni al minibasket. Non sprechiamo, se possibile, questo fenomeno, se generalizzato e confermato. E qui il cane si morde la coda, perché torniamo al punto 1. Magari è generato dai risultati (“il fratello del mio amichetto gioca e l’anno scorso ha vinto/giocato bene/si è divertito, voglio andare anch’io a fare minibasket”; “la zia della mia amica è una giocatrice di pallacanestro, mamma mi porti al campetto che voglio imparare a fare canestro come lei” e così via), magari è generato dalla visione della pallacanestro in TV (un po’ meno) e nei media, ma è un circolo in cui tutto si tiene e se si riesce ad innescarlo si cresce e magari arriveranno anche le risorse e riusciremo a fare cultura sportiva e magari anche risultati, altrimenti alla meglio si vivacchia. Forza!

Vabbé, ritorno nei ranghi, ma il vostro parere mi interessa.

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