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#IoArbitro – Fateci un pensierino, specialmente se avete tra i 13 e i 30 anni! Ma anche oltre!

Posted by superbasketball su 6 maggio 2018

Altroché inveire contro i “grigi”, senza di loro non ci sarebbero i campionati (a meno di non autoarbitrarseli come al campetto, ma temo che la cosa non sarebbe granché gestibile). C’è poco da fare, gli arbitri servono e, anzi, più sono meglio è, perché con più fischietti si può anche pensare di poter avere, nelle partite che contano, arbitri migliori. Anche loro hanno “prestazioni”, misurabili non in termini di canestri o assist, ma di tutti quei dettagli che fanno la differenza tra un arbitraggio coerente, equilibrato ed accettabile per tutti, e uno, che sicuramente a tutti è capitato di vedere, da dimenticare.

E allora la CIA, Comitato Italiano Arbitri, che, leggo testualmente dal “chi siamo” sul sottosito FIP, “è un Organismo Federale di settore della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) ed ha lo scopo di reclutare, formare, addestrare, organizzare, istruire e valutare gli Arbitri, gli Ufficiali di Campo, i Miniarbitri ed i componenti delle Strutture Tecniche del Settore”, lancia in questi giorni una campagna che è definita dall’hashtag #IoArbitro, e che punta al reclutamento arbitrale. Se siete tra i 13 e i 30 anni (sotto ai 13, aspettate, per favore, sopra ai 30 c’è sempre la possibilità di fare lo stesso a livello amatoriale), e anche se giocate, perché l’unica limitazione è poi non arbitrare nel proprio campionato, potete iscrivervi ai corsi per diventare arbitri!

Un’esperienza che credo sia formativa per tutti (e non a caso anche gli allenatori devono fare un po’ di esperienza di arbitraggio): stare da quel lato del fischietto dovrebbe dare una dimensione in più alla vostra comprensione del gioco, sia perché magari finalmente riuscirete a chiarirvi perché vi fischiano sempre quei dannati passi di partenza o perché quella cavolo di freccia vi sembra sempre puntare a favore degli avversari, sia perché umanamente capirete quanto sia a volte difficile dirimere le questioni in mezzo a una ventina e più di scalmanati (per non parlare dei fini intenditori presenti sugli spalti) convinti sempre e solo di avere ragione.

Sul sottosito CIA c’è qualche dettaglio in più sui requisiti e su cosa si ottiene al termine dei corsi. Qui in Liguria si presume di partire a settembre, perché c’è effettivamente penuria di miniarbitri: ci sono stati dei corsi negli ultimi tempi ma i numeri sono stati abbastanza bassi e il sottoorganico si fa sentire soprattutto ad Imperia e a Spezia. Cominciate a pensarci dunque: specialmente se magari per qualche motivo (per esempio se avete già giocato ma non avete proseguito) il gioco lo conoscete già. Chi comincerà magari a dicembre sarà già sguinzagliato per i campi a “farsi le ossa”.

Accennavo poi prima agli “anziani” (dai 31 in su 😉 ): oltre alla possibilità che trovate nei link di fare attività arbitrale amatoriale, c’è anche quella di inserirsi nel novero degli ufficiali di campo, che è un’altra delle figure che CIA forma, come vi scrivevo più sopra. Se accedete alla pagina di prenotazione, vedrete infatti  che è possibile prenotarsi anche per questo tipo di formazione. Se vi è capitato di dover fare un referto o di tenere il cronometro (se siete genitori di cestisti io credo sappiate di cosa parlo) avete un’idea del tipo di lavoro che deve essere svolto da queste figure; con un corso potrete dare una mano anche per questa parte del processo che sta dietro alla buona riuscita dell’attività nella nostra regione. Perché si può dare una mano anche se non si sa fare un terzo tempo!

E poi, perché no, in entrambi i percorsi si può anche immaginare di salire a livelli anche superiori a quelli attualmente presenti in Liguria, succede, abbiamo nostri arbitri che girano per l’Italia, ad esempio.

Chi è formato, arbitro o ufficiale di campo che sia, potrà tra l’altro secondo me fare anche da “mediatore culturale”, e magari far sì che venga arginata questa deriva un po’ pericolosa, che ha visto anche recentemente, anche in Liguria, avvenire eventi incresciosi che hanno coinvolto giocatori e pubblico (i famosi genitori, soprattutto), e che oltre a mettere a volte anche a repentaglio l’incolumità stessa degli arbitri, hanno portato poi a conseguenze disciplinari importanti.

Ecco il video che fa da traino alla campagna, con le voci di Della Valle, di Zandalasini, di Begnis (arbitro di serie A). E con la chicca di una squadra ligure nelle immagini! 😉 . Prova anche tu!

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