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C Silver – Il CUS Genova vince nel finale al Palasprint in gara 4, e chiude la serie 3-1, storica doppietta per i genovesi! Terza sconfitta consecutiva in finale per gli spezzini

Posted by superbasketball su 18 maggio 2018

Se qualcuno seguendo la mia telecronaca diretta su Facebook di mercoledì sera si fosse collegato a inizio terzo quarto con Spezia avanti di 11, magari avrebbe anche staccato perché poteva legittimamente pensare che l’inerzia della gara 4 della serie di finale di C Silver fosse tale da consegnare il punto ai padroni di casa, e magari è andato a vedere se trovava l’orario di gara 5 per capire se fosse compatibile con la sua agenda. Sbagliato! Perché quando i bianconeri (Garibotto 18, Pipolo e Peychinov 14) hanno raggiunto il massimo vantaggio il CUS (Dufour 27, Bedini 24) ha scalato le marce, stretto i denti, e dopo aver recuperato tutto, ha messo il naso avanti, sparato i colpi del ko con i suoi cannoni più devastanti, e resistito ai tentativi di rientro degli increduli spezzini, le cui speranze sono durate sino agli ultimi secondi, ma sono state vane. Alla sirena il canestro della staffa di Steffanini serviva solo a ridurre il gap a 2 punti, ma i biancorossi hanno potuto esultare per la vittoria nella gara e per il TITOLO REGIONALE! Superlativo per tanti aspetti, ma anche storico back to back del titolo di C Silver per la società genovese!

Ma andiamo con ordine, perché la serata della gara infrasettimanale del Palasprint che ha deciso la finale di C Silver va raccontata per bene.

Innanzitutto, le due squadre si sono presentate con gli stessi roster di gara 3, incluso Mangione in stampelle, che si è accomodato (per quanto possibile) in panchina con un vistoso taping sul ginocchio sinistro ma era lì a dare supporto ai compagni. L’inizio stavolta ha visto il CUS più attivo, con massimi vantaggi comunque limitati a 4 punti, ma davanti praticamente per tutto il tempino, grazie a molti punti ottenuti arrivando a conclusioni ravvicinate a centro area, anche con i piccoli, sinché Visigalli e Garibotto non infilavano due triple che davano il +4 spezzino di fine frazione. Nel secondo quarto si proseguiva più o meno sulla stessa falsariga, anche se dopo metà frazione Spezia con Manzini toccava due volte il +8. CUS rientrava a -4, ancora Pipolo e Peychinov davano di nuovo 8 punti di vantaggio alla Tarros, ma i due liberi di Zavaglio mandavano tutti negli spogliatoi sul 40-34, buon punto di partenza per i bianconeri ma partita ancora ampiamente disponibile ad ogni epilogo. Come accennavo più sopra, alla ripresa delle ostilità Spezia saliva al massimo vantaggio, concretizzato da un libero di Bracci, il +11 al 22′ (45-34), con il CUS fermo al palo. Era Nicola Vallefuoco a sbloccare i biancorossi, mentre a loro volta si impantanavano gli spezzini e una tripla dello stesso numero sei in rosso valeva il -2; rispondeva Garibotto, ma Bedini portava a casa un gioco da 3 punti e l’antisportivo di Visigalli, e poco dopo l’under cussino Pampuro veniva colpevolmente dimenticato sotto canestro, sbagliava un rigore ma recuperava il rimbalzo e completava la rimonta degli ospiti. Colpo psicologicamente pesante: da lì è iniziata una partita letteralmente punto a punto, con il sorpasso CUS grazie ad un finger roll di Bedini in penetrazione di potenza, ma con 3 liberi di Garibotto successivi per Spezia avanti di 1 al 30′ (53-52). Equilibrio conservato all’inizio della quarta frazione: si andava avanti a braccetto sino al 59 pari a 6′ dalla fine, poi si accendeva la coppia Dufour/Bedini. Pipolo recuperava un rimbalzo in difesa ma inciampava incredibilmente su Garibotto, regalando una palla rubata al CUS e Dufour castigava dall’arco, per ripetersi poco dopo tirando da 8 metri, per il +6. Pipolo in sottomano accorciava, ma successivamente Dufour scaricava sul “gemello del canestro” che imbustava il +7 dai 6.75 metri. Il CUS sin lì aveva segnato solo 3 bombe, e in un paio di minuti altrettante. I ragazzi di Padovan, forse anche increduli della piega che stava prendendo la partita, tentavano di reagire, spinti anche dal pubblico: arrivavano due punti di Pipolo dalla lunetta per il -5, ma poi i bianconeri sbagliavano prima con Bracci che non tirava da sotto e poi con un pasticcio su rimbalzo offensivo che portava all’infrazione di campo. Spezia metteva un po’ di zona, Steffanini segnava il -3 di tabella, ma Bedini dal gomito sinistro tirava indisturbato per il nuovo +5. Bracci segnava, -3, poi Pipolo andava in lunetta a 21″ dalla sirena ma sbagliava il secondo libero, lasciando i genovesi avanti di 2. Spezia iniziava il fallo sistematico, ma mandava sulla linea del tiro libero proprio Dufour, che non sbagliava, con 14″ sul cronometro e malgrado la bolgia del palazzetto. Pipolo si lanciava a razzo e a -9.85″ segnava il -2, ma sulla rimessa cussina dopo l’ennesimo timeout arrivava il fallo, stavolta su Bedini. Il 12 rosso a sua volta non tremava, riportando i suoi al +4 con ancora circa 8″ da giocare. Ultima azione, ci provava Peychinov dalla lunga, non entrava, Canti tentava di ribadire sbagliando a sua volta, poi sulla stop light Steffanini segnava il 72-74, ma con il team di Pansolin e Taverna già ad esultare per il 3-1. Un’ultima frazione che ha messo a dura prova tutti, me compreso che facevo la cronaca, e nella quale 10 punti di Dufour e 12 di Bedini (hanno segnato solo loro) hanno stroncato le residue speranze dei bianconeri. Ancora un finale con 2 soli punti di scarto, come in gara 2, e quasi con lo stesso punteggio, e la stessa vincitrice. E come l’anno scorso la serie è finita a gara 4, in casa della squadra con lo svantaggio del campo, ma anche qui con la stessa vincitrice, il team di coach Pansolin e di coach Taverna: bravissimi!

A rivedere le statistiche del match, l’unico dato che salta agli occhi è la percentuale dalla lunetta: solo il 50% per gli spezzini contro il 90% dei campioni, con ben 10 conclusioni sbagliate dai padroni di casa, che avrebbero più che capovolto il risultato. Ma rispetto a gara 3 il CUS è cresciuto soprattutto nelle percentuali dall’arco e nei rimbalzi, stavolta quasi pari: insomma una prestazione in cui ha corretto i difetti della sfida precedente, e che ha portato al titolo.

Il back to back era ovviamente impossibile ai tempi della C regionale, quando chi vinceva l’anno dopo andava alle categorie nazionali, la C1 o la C dilettanti o la Divisione Nazionale C o la C Nazionale che fosse, e quindi non difendeva il titolo l’anno dopo, naturalmente: non ho gli albi d’oro del passato della C Regionale, di quando si chiamava C2, ma ho l’impressione che potrebbe essere quindi anche la prima volta assoluta. E’ invece un “threepeat” negativo quello della società spezzina, che con questa ha messo in fila tre finali perse, 2-3 con Sarzana e poi due volte 1-3 col CUS: dato che credo bruci molto. Certamente anche stavolta, malgrado un roster di alto livello, è mancato quel quid che invece il CUS ha dimostrato di avere. Mi aspetto però che l’anno prossimo il presidente Caluri metta insieme un altro tentativo più che valido di interrompere questa serie con una vittoria finale. Lo merita anche il folto pubblico visto in queste gare del Palasprint, e l’intero movimento spezzino.

Il CUS conquista questo secondo titolo dopo una stagione con qualche sbavatura, pur avendo perso in estate pedine importanti, come Bigoni, Macrì, e Fabio Bedini, nonché Pettineo: il recupero di Angelo Bedini, l’inserimento di Zavaglio e del “Vallefuoco piccolo”, Stefano, il contributo qua e là degli under, ma soprattutto la coesione di questo gruppo, che ha sopperito agli infortuni di Bestagno e in finale anche di Mangione, hanno fatto sì che al momento giusto, anche contro l’opinione comune, che dopo gara 3 li voleva in difficoltà seria e probabilmente costretti a giocarsi tutto in una gara 5 disperata in casa contro una squadra spezzina in controllo dell’inerzia della serie, il CUS abbia messo la prua sull’obbiettivo e l’abbia ottenuto ancora una volta! Ovviamente, i numeri dicono Dufour e Bedini su tutti, non solo l’altra sera, ma davvero il contributo posso dire, avendo visto quasi tutte le partite, è stato di tutti, a volte anche come punti, ma per tanti magari il lavoro è stato maggiore nella propria metacampo, e sappiamo quanto serva anche questo. Menzione per gli infortunati, Bestagno che si è fermato prima della fine della stagione regolare e Mangione che era on fire ma che ha pagato ancora una volta dazio, e non ha avuto modo, come era successo l’anno scorso, di rientrare per il gran finale. Menzione per il gruppo under che magari avrà più spazio nei prossimi anni, ma che qua e là hanno messo il loro mattoncino, oltre a fornire qualche minuto di ossigeno ai senior più spremuti. Naturalmente vanno menzionati i due tecnici, che evidentemente hanno trovato la giusta simbiosi con questo gruppo, e, come afferma Pansolin nell’intervista dell’altra sera, altrettanto evidentemente sono riusciti a “non fare danni”. Tutti bravi.

Foto stavolta azzerate, video invece presente, compresa l’intervista finale con entrambi i coach, Pansolin e Padovan. Che ringrazio sempre per la disponibilità e la voglia di raccontare tutto senza “allenatorese”.

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Adesso ai genovesi tocca ancora una volta l’onore/onere di rappresentare tutta la Liguria, e di cercar gloria per sé e chissà-poi-magari-forse-anche-boh, negli spareggi promozione per la B. L’appuntamento è a Frosinone, dall’1 al 3 giugno, per il concentramento D, con Sicilia 1 (Alfa Catania) e Puglia 2 (Castellaneta o Francavilla, sono 1-1 e gara 3 si disputa domenica 20 a Francavilla). Queste due squadre si affronteranno nella prima giornata; il 2 giugno CUS giocherà contro la perdente e il 3 contro la vincente. Chi vince il raggruppamento è promosso in B; chi arriva secondo può ancora sperare nell’ulteriore spareggio tra le 4 seconde dei 4 raggruppamenti, una final four il 9-10 giugno in campo neutro che qualificherà un’altra promossa. Ovviamente con 2 vittorie si è in B, con una è difficile ma più facile andare al secondo spareggio, con 2 sconfitte sicuramente arrivederci e grazie.

Ma ne riparleremo a tempo debito, ora è il momento di festeggiare per il team biancorosso!

Situazione:

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