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Under 18/M – Decimo posto per Federico Miaschi e i ragazzi di Capobianco in Lettonia

Posted by superbasketball su 6 agosto 2018

Gli azzurri di Capobianco chiudono con un’ultima sconfitta gli Europei Under 18, e si devono accontentare del 10° posto. Avremmo sperato meglio, ma vista la fatica per uscire dalla zona a rischio retrocessione, che ha richiesto 2 supplementari contro la Bosnia Erzegovina poi ultima, direi che dobbiamo quasi essere comunque contenti di essere arrivati alla finale del tabellone basso.

Infatti con la Bosnia-Erzegovina, rimasta poi del tutto a secco in questa manifestazione, i nostri (Miaschi 27, Palumbo 22) hanno ottenuto, nel quarto di finale del tabellone dal nono al sedicesimo posto, una vittoria soffertissima. Un grande rischio , con i bosniaci avanti anche in doppia cifra nella seconda metà di gara, con due overtime dei quali il primo quasi vinto, e che essendo stato ulteriormente pareggiato dagli avversari ha fatto incrociare le dita temendo il peggio; ma poi per fortuna gli azzurri hanno sfruttato anche qualche uscita prematura per falli dei bosniaci per portare a casa il secondo supplementare, la partita e la salvezza anticipata (mentre la Bosnia poi è crollata finendo sedicesima).

Messa al sicuro la partecipazione alla Division A anche per la prossima edizione, si poteva anche puntare al nono posto, il massimo ottenibile a quel punto, ma occorreva vincere le due successive gare. Iniziando dalla semifinale con la Turchia, che un mese fa in preparazione a Roseto aveva battuto gli azzurri, e che veniva da una sconfitta beffa con la Lettonia negli ottavi (un solo punto contro quella che poi è stata la finalista sconfitta solo dalla Serbia, back-to-back di titoli europei per gli ex-jugoslavi), seguita da una più agevole vittoria nei quarti con la Finlandia. Partendo bene i nostri (Czumbel 17, Palumbo 14; Miaschi 10) sembravano aver già indirizzato la gara, ma i turchi sono tornati sotto e c’è voluto un provvidenziale strappo all’inizio dell’ultimo quarto per mettere in freezer la qualificazione alla finale per il nono posto. La Turchia è stata poi beffata dalla Croazia ed è finita dodicesima.

Ieri l’epilogo, contro la Spagna: gli iberici dopo aver vinto a punteggio pieno il proprio girone avevano stupito in negativo perdendo negli ottavi contro il Montenegro, che nel suo era rimasto a zero (e poi ha finito ottavo), per poi battere due buone squadre come la Grecia e la Croazia (avversarie degli azzurri nel girone) nei quarti e nella semifinale. La finale è iniziata già con l’Italia (Graziani 12, Miaschi 11) sotto nel primo quarto, e si è trasformata in una salita sempre più erta, perché dopo un iniziale riavvicinamento la terza frazione ha visto la Spagna scappar via e non voltarsi più indietro. Noni o decimi poco conta, ovviamente. Speravamo qualcosa di meglio e soprattutto sarebbe stato bellissimo agganciare uno dei primi 5 posti (conquistati nell’ordine da Serbia, Lettonia, Francia, Russia, Lituania), che qualificavano ai Mondiali Under 19 del 2019, ai quali a questo punto, a meno di organizzarli (dài presidente 😉 ), non parteciperemo. Un peccato, ma se abbiamo perso sul campo non possiamo recriminare.

Federico personalmente chiude bene, il miglior realizzatore degli azzurri, con 17.3 punti di media a gara (7° generale), a cui aggiunge 3.7 rimbalzi e 2.7 assist in 31′ di utilizzo per partita. Dati un po’ accresciuti dai numeri del doppio supplementare dei quarti di finale, certo. Forse meglio di lui come numeri il solo Palumbo, migliore come efficienza, rimbalzi e assist. Nessun riconoscimento ufficiale per i nostri, penalizzati anche dal piazzamento (a sua volta influenzato dalle prestazioni globali, ovviamente). Ultimamente ci eravamo abituati troppo bene…Comunque per Miaschi un buon viatico per la nuova stagione a Trapani, e magari qualche stimolo in più, ci sarà uno spot in Under 20 da cercare.

Ma non è finita qui, l’estate delle giovanili è solo a metà, forza azzurri e azzurre!

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Prom/M – L’Athletic Genova vince la finale e sale in D, battuta la Fortitudo Savona campione in carica

Posted by superbasketball su 12 giugno 2018

Anche la Promozione ligure ha terminato la stagione e assegnato il titolo regionale, che dà anche diritto a disputare l’anno prossimo la D regionale.

Avevamo lasciato le due semifinali più o meno a metà.

Tra Fortitudo Savona e Olimpia Taggia si era andati a gara 3, perché Taggia aveva vinto a Savona e la Fortitudo era andata a vincere in gara 2. La decisiva gara 3 al PalaPagnini è stata vinta dai padroni di casa, che quindi in rimonta hanno eliminato i ponentini di coach Veneziano e si sono ripresentati ancora una volta alla finale regionale.

Più secca l’altra semifinale, in cui, contro il pronostico iniziale, quell’Alcione Rapallo di coach Gaiaschi che arrivava ai playoff da imbattuto. L’Athletic Genova di coach Bosio dopo aver vinto gara 1 a Rapallo si è ripetuta alla Crocera, e ha eliminato la testa di serie!

Si è quindi arrivati alla serie finale con i savonesi, vincitori anche l’anno scorso, a sfidare con il vantaggio del campo i genovesi. Gara 1 al PalaPagnini ha visto i ragazzi di Morando (Amedeo 26, Santi 23) prendere da subito un buon vantaggio e di fatto mantenerlo sino al termine, conquistando il primo referto rosa della finale e dando l’impressione dunque di poter bissare quanto fatto l’anno prima. Ma alla Crocera gara 2 ha avuto un andamento quasi perfettamente speculare, con i gialloverdi capaci di impattare la serie e rimandare tutto alla bella, ancora a Savona, domenica scorsa. Gara 3 è stata la partita più tirata, in cui però i savonesi hanno preso inizialmente un buon vantaggio, andando negli spogliatoi su un +12 che poteva indicare un andamento simile a quello di gara 1: dopo il riposo invece i genovesi hanno mangiato man mano il divario, arrivando a contatto e iniziando l’ultima frazione sul -2. Nella parte finale dell’ultimo tempino l’Athletic ha messo il naso avanti e i fortitudini non hanno trovato le soluzioni giuste per reagire, e pertanto i genovesi hanno espugnato il campo di via Tardy e Benech e festeggiato la promozione in D. Un nome evocativo per chi bazzica il basket genovese sale nel secondo campionato regionale, dunque.

Complimenti a coach Bosio e ai suoi ragazzi, che sono entrati nei playoff col quarto posto nel ranking ma hanno sconfitto oltre alla coriacea Pontremolese, quinta, nei quarti, sia la prima sia la seconda della griglia, a dimostrare di aver tutto sommato meritato la promozione dalla Promozione ( 😉 ) in questa seconda fase. I playoff come si sa sono croce e delizia del nostro sport, e in fondo tante volte arrivare nel modo migliore a queste ultime settimane della stagione è più importante di quanto succede prima…Certamente delusi i savonesi, che erano alla terza finale (con a questo punto due titoli) negli ultimi quattro anni, e questo significa molto: stavolta però il sogno si è infranto negli ultimi giri di lancette della bella sul parquet di casa.

E così si completa un discreto filotto da parte delle compagini genovesi (e della provincia) in questa annata: CUS Genova in C Silver, Pro Recco e Pallacanestro Sestri in D, Athletic Genova in Promozione. Non so da quanto non succedesse tutto ciò, bisognerebbe andare un po’ a rivedere, se ci riesco lo farò nei prossimi giorni: non so nemmeno se questo significhi davvero qualcosa, una sorta di rilancio delle sorti della pallacanestro nel capoluogo regionale. Comunque con la gara 3 di questa finale, iniziata alle 18.30 di domenica e quindi finita appena poco dopo la finale spareggio del CUS a Ferentino, possiamo dichiarare ufficialmente chiusa la stagione senior maschile 2017-2018. Complimenti a tutti, ovviamente ai vincitori, ma anche ai vinti, e in bocca al lupo alle retrocesse, Follo che scende in D e Sanremo che scende in Promozione. Sempre che qualcuno di questi verdetti non venga modificato dal “campionato estivo”… Il basket senior giocato tornerà comunque presumibilmente in autunno!

Promozione 2017-2018:

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C2B – Un CUS Genova ENORME si ferma al -1 a mezzo minuto dalla sirena finale, in B va Pozzuoli

Posted by superbasketball su 10 giugno 2018

“Non succede, ma se succede…”, non è successo, ma c’è mancato veramente poco!

Il CUS Genova fallisce, e il verbo non rende merito all’incredibile risultato comunque raggiunto, fallisce dicevo la promozione in serie B, che va alla Virtus Pozzuoli dopo una partita che ci ha tenuti agganciati allo streaming, e ci ha fatto sperare sino agli ultimi 30″.

Non rivediamo proprio istante per istante tutto, anche oggi: c’è la diretta video integrale di Campi Flegrei News che ha coperto egregiamente l’intera partita. Rivediamo le emozioni, di questo Cus Genova (Bedini 32, Dufour 19), che era partito meglio e che alla prima sirena era avanti di 1. Non così bene nella seconda frazione, in cui sotto la spinta di un quarantacinquenne, Innocente, i campani salivano anche al +10 (26-36), per poi subire la controreazione cussina che riportava i genovesi al 34-38 di metà gara, e poi, a cavallo dell’intervallo, al sorpasso sul 41-40. Si giocava punto a punto e poi Pozzuoli nel finale di terzo quarto allungava a +6, rintuzzato da un tuffo di Bedini per il 53-57, frazione pareggiata e pareggio immediato con 2 canestri di Zavaglio. Ancora i ragazzi di Pansolin e Taverna salivano al comando, anche sul +3 (62-59), ma Pozzuoli si rimetteva davanti. Qualche errore ai liberi consentiva l’allungo dei campani, sul 68-75 a poco più di 1′ dalla sirena. Finita? No, perché i “gemelli del gol” cussini imbustavano in sequenza due bombe, prima Dufour e poi Bedini, e con 33″ sul cronometro il tabellone diceva 74-75. Sulla rimessa successiva, Zavaglio rubava palla e dava a Dufour che purtroppo a 17″ dalla fine, pressato da tre difensori, andava a cadere sulla riga di fondo nell’azione che poteva dare il +1. Nelle azioni successive Pozzuoli capitalizzava con i liberi i falli dei cussini, mentre i genovesi sparavano a salve. Referto rosa per la Virtus Pozzuoli, complimenti vivissimi per la promozione in serie B a loro che hanno avuto più precisione negli ultimi minuti, tanto rammarico per ciò che poteva essere e non è stato, ma…

…non è “quella della volpe e l’uva”, è assolutamente vero che nessuno ad inizio stagione nella società genovese pensasse di poter giocarsi gli ultimi 30″ di una finale promozione con la possibilità di vincerla. Il bicchiere non è solo mezzo pieno, dunque, ma il liquido arriva appena sotto l’orlo, ed è un bicchiere altissimo. Ci siamo raccontati che questa Liguria non è al livello delle altre regioni, e invece questi biancorossi, privi tra l’altro di due ragazzi importanti come Mangione e Bestagno, ci hanno dimostrato che non è necessariamente vero, così come hanno fatto durante l’anno anche tante squadre giovanili. Una squadra maschile a lottare a questo livello non c’era dal 2011, dalla promozione del Riviera Vado in A Dilettanti poi vanificata dal disfacimento della società in seguito alla vicenda Drocchi, e se guardiamo Genova dobbiamo andare indietro di dieci anni. Abbiamo vissuto questa cosa anche in modo più completo grazie alle tecnologie, con le dirette (anche se “faticose”) su Facebook, cosa che allora non avveniva: e questi spareggi del CUS, che credo abbiano totalmente spazzato via tutte le sguaiate illazioni dei detrattori dopo la vittoria con Catania, sono stati uno spot clamoroso per il nostro movimento. Chi segue le minors ora probabilmente conosce non solo il nome del CUS Genova, ma anche dei suoi giocatori, e con un “effetto Leicester” so che i biancorossi hanno attirato le simpatie di gran parte del pubblico neutrale (commoventi i bambini di Ferentino che sin dalla sfida con Castellaneta hanno tifato CUS!). I nostri media non c’erano (nemmeno io, lo ammetto, ma non per disinteresse, come potete ben vedere), ma i media collegati alle altre squadre c’erano sì, con le dirette ma anche con articoli, servizi, pubblicità. Spero che questa sia l’ultima volta che si debba registrare questa disparità. Perché il gioco sul campo è fondamentale, ma la sua fruibilità dal pubblico è un’altra delle componenti che per esempio attraggono le sponsorizzazioni: chi “butterebbe” denaro in cose che non danno ritorno di visibilità? La sinergia deve essere totale, se vogliamo che il movimento cresca, ed exploit, perché di questo si tratta, come quello del CUS diventino regolari e normali, come succede altrove. Altra cosa molto positiva che credo di poter registrare è che per una volta ho visto attestati di stima, simpatia e partecipazione per il CUS da tutta la regione Liguria cestistica. Siamo spesso lì a fare i polli di Renzo, vero? Bene invece stavolta!

Se volete rivedervi, a mò di esempio, la diretta prodotta da Campi Flegrei News, eccola qui:

Ieri erano 40′ dalla B. Oggi possiamo dire 33″ dalla B.

Mentre i genovesi affrontano il viaggio di ritorno notturno, a noi restano le immagini di queste 4 gare, che ci hanno fatto sognare una cosa forse anche più grande del “sensato”. Ci restano in mente gli sforzi di questi ragazzi che hanno abbattuto via via gli ostacoli che venivano loro presentati, senza spaventarsi se sembravano troppo alti, troppo grossi, troppo veloci, troppo bravi, se prendevano troppo vantaggio (ieri con San Nicola rimontando dal -17, ma con Catania comunque dal -10, come oggi, e con Castellaneta dal -12 al -2 per poi perdere): non hanno mai mollato, anche magari sbagliando hanno comunque sempre macinato, difeso, corso, anche spinto e tirato, certo. Si sono giocati i loro 160′ di basket di grande livello e non solo non hanno sfigurato, ma hanno fatto fare magre figure ad avversari che sulla carta partivano già col referto rosa in tasca. Chi più, chi meno, ma tutti, compreso gli under quando sono scesi in campo, hanno messo il loro mattoncino. E nessuno avrebbe potuto obiettare se a 17″ dalla fine il CUS avesse segnato e sorpassato, difeso il vantaggio e tagliato la retina per festeggiare la promozione in B. Qualcuno ha dato l’idea di valere categorie superiori, come squadra e come singoli! E come ho scritto ieri, questo fa crescere in valutazione tutti gli avversari regionali battuti dai biancorossi, siatene felici dunque!

Magari parlerò ancora con coach Pansolin per tornare su questa stagione nei prossimi giorni. Intanto so che il tecnico del CUS martedì mattina alle 11.30 sarà ospite di Radio Babboleo (che oltre ad essere ovviamente disponibile via radio è anche ascoltabile in streaming) e avrà la possibilità di raccontare ad un pubblico certamente più eterogeneo di quello che legge SUPERBAsketball quello che sono riusciti a fare quest’anno (e a parlare del Baloncesto y Fiesta e di Davide Morana).

Fatemi chiudere qui questa rubrica C2B, che poteva essere brevissima ma che invece è andata “sino alla fine”, facendo ancora i complimenti a Pozzuoli, che peraltro “ideologicamente” mi piace più delle altre contendenti, composta quasi tutta da ragazzi del posto, certo con un paio di aggiunte di stranieri come sembra normale fuori Liguria, e che oggi ha festeggiato sportivamente sul campo anche i perdenti. L’anno prossimo la rubrica non potrà esserci, perché dalla C Silver non si andrà più in B, ma solo in C Gold, una C Gold che da quel che capisco metterà insieme più regioni (e mi verrebbe da chiamarla C1, che forse forse non andava male quando c’era). Ci vorranno alcuni anni, ma forse negli anni ’20 torneremo ad avere un certo numero di liguri in C Gold.

Ma non dai, non posso chiudere così, devo chiudere con i complimenti a CUS. Sapete che ho visto quasi tutte le vostre partite, ma soprattutto devo dire che pur conoscendovi avete fatto cose in questo ultimo mese che oggettivamente mi hanno sorpreso. Io non conto nulla, ma credo di essere rappresentativo della media ligure: dovete essere orgogliosi di quello che avete fatto, e dell’atteggiamento con cui lo avete fatto! Ma attenti che l’anno prossimo tutti vorranno battervi, ancor di più, come è giusto che sia.

Alla prossima stagione! Sperando che sia la C Silver più divertente, e seguita, di sempre!

Situazione:

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D Reg/M – Sestri vince la bella della finale con Loano e conquista la promozione!

Posted by superbasketball su 4 giugno 2018

Logo Comitato Regionale FIP LiguriaLa finale della D regionale si è conclusa al PalaFigoi di fronte a un pubblico caldissimo ed entusiasta: l’ha spuntata, rimontando il Basket Loano che era stato davanti per quasi tutta la gara, la Pallacanestro Sestri, che quindi sale insieme alla Pro Recco in C Silver l’anno prossimo e va ad ingrossare la lista delle squadre del capoluogo nella massima serie maschile ligure. Complimenti!!

Come in gara 1 sugli spalti del palazzetto c’erano la BraunCam e il BraunPhone per darvi in diretta video questa gara decisiva per la promozione. Nell’occasione con me c’era il coach di Pallacanestro Vado Marco Costa, che ha riempito di contenuti tecnici la mia cronaca. Grazie Marco! Non ringrazio invece la connessione, che ha martoriato la qualità delle immagini sino anche a bloccare più volte la trasmissione. Scusate, ma allo stato attuale dubito che si possa garantire di più.

Ma veniamo alla gara. Dopo un avvio decisamente dominato dagli errori da ambo le parti, i ragazzi di Ciccione (Borgna 19, Giulini 14) hanno preso un primo vantaggio, che Sestri ha in parte ricucito. Nella seconda frazione i sestresi (D’Acunto 21, Garaventa N. 18) sembravano poter ribaltare la situazione, tanto che arrivavano a contatto, ma Loano con 2 conclusioni dall’arco e un gioco da 3 punti (di Giulini) riallungava, arrivando ai 9 punti di vantaggio, frutto di una frazione vinta 26-19, con cui si andava negli spogliatoi (32-41). Al rientro in campo coach Mariotti giocava la carta della zona dispari, che fruttava effettivamente un rallentamento offensivo dei loanesi e che i biancazzurri hanno poi applicato nel resto della gara. Diversamente da gara 1, i lunghi loanesi non riuscivano ad incidere, caricandosi tra l’altro di falli, mentre Sestri trovava soprattutto un D’acunto in grado di realizzare in molti modi. Sestri non riusciva però a rimettere il naso avanti, e dopo che al 30′ il tabellone aveva registrato ancora 6 punti a favore degli ospiti, a metà dell’ultimo decisivo periodo i ragazzi in canotta rossa tornavano ancora al +9, e vedevano la spiaggia avvicinarsi. A poco più di 3′ dalla sirena, il punteggio era ancora a loro favorevole, sul 60-66. Ma la squadra che ha condotto le partite in questa serie di finale è sempre stata poi recuperata e sconfitta, e così è successo ieri: Sestri limava, e un contropiede di Niccolò Garaventa valeva il -1 per i ragazzi di casa. Dopo il timeout loanese a 2’15” dal termine, e varie azioni senza successo da ambo le parti, era Lando a procurarsi il 5° fallo di Berra e segnare dalla lunetta per il +1. Inerzia ribaltata? No, perché con 1′ sul cronometro Borgna infilava una tripla pesantissima per il controsorpasso, 67-69. Dopo il timeout però era Niccolò Garaventa a trovare la risposta dall’arco, dall’angolo destro, poi dall’altra parte Bertolino si vedeva fischiare il 5° fallo a sua volta e nel nuovo attacco sestrese D’Acunto recuperava il rimbalzo sull’errore di Lando e scodellava il +3 con 17″ rimasti da giocare. Loano chiamava minuto e rimetteva in zona d’attacco, ma Borgna non trovava un compagno vicino e i passaggio lungo per Tassara non arrivava a destinazione, Niccolò Garaventa rubava e sul fallo subito con un 1/2 portava a 2 i possessi di vantaggio dei sestresi. Loano non riusciva a trovare tiri buoni e sull’ultima rimessa biancazzurra la palla arrivava nelle mani di Zenobio che poteva tenerla sino alla sirena finale.

Qui la telecronaca integrale:

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Complimenti alla società sestrese, che riporta un team del ponente ligure in C dopo alcuni anni! I ragazzi di Mariotti hanno coronato con questo playoff una stagione non certo trionfale, con un piazzamento discreto in regular season; ma l’eliminazione nei due derby consecutivi di Auxilium e soprattutto della favorita sulla carta My Basket ha dato loro la sensazione di avere la possibilità di arrivare all’obbiettivo, e così è stato. Pur non disputando una serie perfetta (anche ieri, ad esempio, il tiro a cronometro fermo non è stato eccelso, io conto un 22/42 contro un 12/19 dei loanesi, e le palle perse non sono state poche) per due volte in casa sono riusciti a recuperare e vincere in volata.

Bisogna spendere anche buone parole per Loano, che ha dovuto affrontare il finale senza Bussone (mi spiace, l’intervista finale con coach Ciccione, così come quello con coach Mariotti, è risultata muta per qualche motivo a me non chiaro), ma dopo aver passato turni difficili questa esordiente della categoria ha comunque disputato una finale gagliarda, vincendo gara 2 e arrivando a pochi minuti, sia in gara 1 sia in gara 3, dall’espugnare il Figoi e portarsi a casa coppa e promozione. Il tutto venendo da una prima parte di stagione in cui il best scenario sembrava essere la salvezza anticipata! Bravi, l’anno prossimo il gruppo ’98 sarà ancora più temibile e Loano potrebbe giocare un ruolo importante sin dall’inizio.

Si chiude qui, con le immagini della festa finale a Borzoli, anche il secondo campionato senior ligure, quello “strano”, che nei playoff fa strage di teste di serie. Chissà come sarà la stagione prossima!

Situazione:

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C/F – Amatori campione ligure e promossa in B regionale!

Posted by superbasketball su 2 giugno 2018

Logo Comitato Regionale FIP LiguriaLa finale di C Femminile, che si è disputata nel giro di un paio di settimane a causa del concomitante impegno dell’Under 18 Amatori nelle finali nazionali di categoria, ha visto proprio la compagine vadese imporsi sull’Audax San Terenzo, laurearsi campione ligure 2017-2018 e conquistarsi la promozione alla categoria superiore, la B femminile (e mò, c’è da vedere dove, ma questo è un altro discorso).

Per parlare di gara 1 dobbiamo tornare al 17 maggio, quando al Geodetico di Vado l’Amatori Savona in ha segnato a proprio favore il primo punto della serie. Le biancorosse (Lanari 17, Poggio 14) dopo un inizio non troppo favorevole, in cui l’Audax di coach Rossi (Canova 12, Bertella 7), anche con un po’ di zona, era riuscita a tenersi a contatto (-5 all’intervallo lungo), avevano cambiato marcia nella ripresa. Una seconda metà di gara in cui le ragazze di Dagliano e Faranna hanno lasciato alle spezzine solo le briciole, 3 punti segnati nella terza frazione e addirittura 2 nell’ultima, dilagando sino a un vantaggio irrecuperabile e lasciando spazio alle rotazioni, vista la trasferta incombente in quel di Battipaglia.

Di questa gara è stata trasmessa la diretta streaming, e la potete vedere dunque qui sotto.

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Al rientro delle vadesi dalla Campania, si è potuta poi disputare gara 2, ovviamente a Lerici, lo scorso martedì sera. Al PalaBiagini il team biancorosso (Poggio 23, Lanari 14) è stato più continuo che in gara 1: partite avanti già dalla prima frazione, le ospiti hanno continuato ad allungare, sfiorando il ventello di scarto all’intervallo, e mettendo al sicuro la partita nella terza frazione conclusa sul +24. Nell’ultimo tempino l’Audax (Pescetto 14, Lucignani 8) ha ridotto un po’ il passivo ma alla fine sono state le pappagalline a festeggiare sul campo delle santerenzine, dove coach De Santis ha consegnato loro per conto della fip il trofeo di CAMPIONESSE LIGURI! Bravissime!

Certamente il coronamento di un campionato quasi perfetto delle biancorosse, dove il quasi è dovuto a una sconfitta tra le senior, quella di Marola in semifinale, a qualche partita magari giocata con un po’ di sufficienza durante la regular season, a qualche “peccato di gioventù” delle under vadesi, e alle sconfitte preventivabili con la Cestistica Spezzina che era “hors catégorie“, una Under 20 che anche per Amatori, largamente composta da Under 18 con l’aggiunta della 4 senior Dagliano, Demattei, Gatto e Lanari, era fuori portata. La vittoria comporta anche il diritto a disputare la B regionale, un innalzamento dell’asticella sia in termini sportivi, perché la faticata della Polysport Lavagna per salvarsi quest’anno certifica che non è una categoria banale, sia ovviamente in termini amministrativi e logistici, maggiori costi e maggiore impegno perché come sapete da noi la B non si fa da anni. Una bella sfida per le ragazze e per i coach. Vedremo!

L’Audax esce da questa finale con due sconfitte pesanti, è vero, in termini di divario, che fanno il paio con le due subite dall’Amatori in regular season, quindi pronostico confermato e nessun impresa in questo atto conclusivo: ma per le santerenzine di coach Rossi c’è l’orgoglio di essere tornate a disputare una finale dopo quella di due stagioni fa, quando si dovettero arrendere all’Ospedaletti, e pertanto anche per loro malgrado la sconfitta si può parlare di bicchiere ben pieno. Oltre alle vadesi infatti solo a Chiavari (nel girone e in semifinale) e nel derby con Marola sono arrivati referti gialli, quindi campionato ampiamente “roseo”.

Salutiamo qui pertanto il nostro campionato femminile regionale, e attendiamo gli sviluppi estivi per capire come sarà congegnata la C nella prossima stagione agonistica, rinnovando i complimenti all’Amatori per quella conclusa!

Situazione:

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D Reg/M – 1-1, Loano fa valere il fattore campo e riporta la palla al centro. Bella-promozione domenica al Figoi

Posted by superbasketball su 29 maggio 2018

Logo Comitato Regionale FIP LiguriaLa finale della D regionale va alla bella, l’epilogo più emozionante per questa serie che ha dato luogo sinora a due gare combattute, in cui le contendenti si sono divise la posta, conservando il fattore campo. Domenica 3 al PalaFigoi ci si gioca la promozione, in 40 o più minuti, e si sceglierà chi farà compagnia alla Pro Recco nel ruolo della neopromossa in C Silver l’anno prossimo.

Anche alla Guzzetti, come in gara 1, la partita ha visto iniziare meglio gli ospiti, ma stavolta sembrava anche più determinante l’approccio, perché i genovesi (Idili 20, Lando 15) mettevano in saccoccia un vantaggio nei primi 10′ che poteva apparire già un’ipoteca, visto che alla prima sirena il tabellone segnava 11-25 per la Pallacanestro Sestri. Però Loano (Borgna 23, Giulini 22) non si dava per vinto, e pur senza riuscire a riagganciare gli avversari, i padroni di casa ne dimezzavano il vantaggio, e andando negli spogliatoi sul -7 tenevano accesa la fiammella della speranza. La terza frazione vedeva un sostanziale equilibrio, anzi i ragazzi di Mariotti riuscivano anche a riaggiungere un punticino di vantaggio quando si tornava alle panchine per l’ultima sosta breve. Ma alla ripartenza del cronometro era il team di Ciccione ad uscire meglio dai blocchi, tanto che nel giro di pochi minuti con un parziale di 11-2 dal -8 arrivava al sorpasso, mentre Sestri trovava soltanto una volta la via del canestro, e con un tiro di Lando dalla distanza. Sospinta da una bolgia di tifo, la squadra in maglia bianca continuava a spingere, mentre i sestresi si innervosivano via via, e di fatto il parziale si ampliava sino al 21-2 che significava -11 per i padroni di casa. Gli ospiti non riuscivano a districarsi tra la pressione avversaria e la gestione dei falli, vedendo sfuggire l’obbiettivo gradualmente: un and one di Bertolino valeva il +12 a circa 3′ dalla fine. I seagulls riuscivano solo a limare qualcosa, arrivando anche al -6, ma non a evitare l’epilogo a favore dei biancorossi: gli ultimi 2 liberi di Borgna davano il 71-62, ed erano abbracci per i loanesi sulla sirena finale.

La telecronaca diretta la trovate sulla pagina Facebook di Liguria a Spicchi, alla quale vi rimando.

Si era detto che Loano potendo giocare gara 2 di fronte al proprio pubblico e avendo di fatto perso gara 1 solo negli ultimi minuti aveva davvero grandi possibilità di riportare la serie in parità: la squadra loanese è stata brava a sfruttare l’opportunità, migliorando in molti aspetti rispetto alla gara persa a Borzoli, in primis le percentuali di tiro a cronometro fermo (stavolta 21/28 ai liberi, ben meglio del 10/21 di gara 1). Sestri non ha dato certamente il meglio di sé nell’ultimo quarto, quando la serie sembrava quasi indirizzata a proprio favore, e per vincere una finale serve una determinazione che in gara 1, pur con qualche errore, si era vista, ma a Loano nel momento critico non altrettanto.

Dunque appuntamento decisivo al lago Figoi, domenica 3 alle 19.30! In palio il passaporto per salire in C Silver della stagione prossima!

Situazione:

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D Reg/M – La finale inizia con la vittoria in gara 1 del Sestri, sabato Loano proverà a rispondere

Posted by superbasketball su 23 maggio 2018

Logo Comitato Regionale FIP LiguriaLa finale della D regionale è iniziata domenica con gara 1, al PalaFigoi, e il primo punto, dopo una gara combattuta, è andato ai padroni di casa. Il prossimo atto della serie è previsto alla palestra Guzzetti di Loano, sabato alle 20.30.

Per l’occasione SUPERBAsketball vi ha trasmesso la diretta su Facebook, come al solito con la mia cronaca, e stavolta con il commento tecnico di Andrea Ferrari, cestista genovese, colonna (piuttosto alta) dell’Ardita Juventus 1906. E infatti, qui sotto trovate il video integrale della gara.

La partita ha visto iniziare meglio gli ospiti, sulla spinta di alcune conclusioni da fuori, ma anche mostrando anche di poter sfruttare i centimetri loanesi sotto canestro, soprattutto con Poggi. Nel finale di quarto però coach Mariotti inseriva Zenobio e Niccolò Garaventa, che con 6 punti a testa permettevano ai sestresi (Zenobio 15, D’Acunto e Garaventa N. 14) di concludere davanti con il minimo scarto. L’attacco genovese non lavorava molto, ma comunque sull’inerzia della prima nella seconda frazione i biancazzurri sono riusciti ad accumulare un discreto vantaggio sui ragazzi di coach Ciccione (Giulini 17, Berra 16), poi ridotto ai 5 punti con i quali si è andati negli spogliatoi, con partita sempre aperta. Nella terza frazione dopo un inizio assolutamente sterile era Loano ad aprire le segnature accorciando, poi si andava avanti un po’ ad elastico, ma gli ospiti con 6 punti consecutivi di Poggi, apparentemente immarcabile nel pitturato (Idili era in panca per 4 falli) arrivavano a pareggiare. Nel finale di frazione i sestresi tornavano al +6 grazie al tiro pesante di Lando e a 2 liberi di Zenobio. Nell’ultimo tempino Sestri inizialmente scappava via sul +9, poi il vantaggio veniva ridotto gradualmente dai loanesi sino al pareggio: Volpi rubava ma pasticciava in contropiede, e dall’altra parte Garaventa segnava la tripla del nuovo +3 per Sestri. Loano non si scoraggiava e anzi con un contropiede finalizzato da Tassara i rossi passavano anche avanti, a 3 minuti e mezzo dalla fine: ma dopo essere salito sul +3 il team in rosso e giallo subiva D’Acunto, prima 2 punti del lungo ex-Santa e poi, dopo due errori dalla lunetta di Borgna, anche la tripla frontale del nuovo +2 interno a 1’45” dalla fine. Qui si spegneva il cronometro e doveva essere ripristinato il conteggio alla rovescia: per fortuna ci voleva relativamente poco, ma da lì in poi erano i padroni di casa quelli che sbagliavano meno, anche dalla “linea della carità”, e difendevano quel vantaggio che consentiva loro di aggiudicarsi gara 1, mantenendo il fattore campo. Loano, che ricordiamo ha perso qualche settimana fa un giocatore importante come Paolo Bussone, non ha demeritato, ma deve soprattutto guardare alle palle perse nei momenti topici (una per tutte il doppio palleggio esiziale nell’azione d’attacco a pochi secondi dalla fine che avrebbe potuto permettere il riaggancio) e alla percentuale di tiro deficitaria dalla lunetta (10/21 contro 19/30). Sestri ha trovato al momento giusto anche un minimo di precisione dall’arco; da encomiare la “garra” messa in campo specialmente da Zenobio, significativa soprattutto una sua stoppata in aiuto in uno degli ultimi assalti di Giulini, oltre ad aver subito ben due volte falli sul tiro da 3 nella partita!

Loano comunque ha mostrato di avere la possibilità di dire la sua, e magari forte del fatto di poter giocare gara 2 di fronte al proprio pubblico, sabato darà il possibile per pareggiare il conto e rimandare il tutto alla bella, che sarebbe prevista sempre a Borzoli domenica 3.

Ecco qui il link alla telecronaca diretta! Grazie ancora ad Andrea Ferrari!

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Se la connessione alla fine durante la diretta del gioco non ha dato problemi eccessivi, è andata un po’ meno bene con le interviste del dopo gara ai due tecnici; in particolare quella a coach Mariotti è stata arbitrariamente stroncata dalla connessione debole e risulta purtroppo “monca”, nessun problema invece per quella con coach Ciccione.

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Dunque appuntamento agli appassionati della D a sabato a Loano (mi raccomando, nella palestra di via Ugo Foscolo e non al palazzetto di via Matteotti!), dove Sestri proverà a far valere il suo matchpoint promozione, ma dovrà fare attenzione perché i loanesi in casa, sospinti da un pubblico notoriamente acceso, saranno ancora più temibili! Partita da 1X2!

Situazione:

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C Silver – Il CUS Genova vince nel finale al Palasprint in gara 4, e chiude la serie 3-1, storica doppietta per i genovesi! Terza sconfitta consecutiva in finale per gli spezzini

Posted by superbasketball su 18 maggio 2018

Se qualcuno seguendo la mia telecronaca diretta su Facebook di mercoledì sera si fosse collegato a inizio terzo quarto con Spezia avanti di 11, magari avrebbe anche staccato perché poteva legittimamente pensare che l’inerzia della gara 4 della serie di finale di C Silver fosse tale da consegnare il punto ai padroni di casa, e magari è andato a vedere se trovava l’orario di gara 5 per capire se fosse compatibile con la sua agenda. Sbagliato! Perché quando i bianconeri (Garibotto 18, Pipolo e Peychinov 14) hanno raggiunto il massimo vantaggio il CUS (Dufour 27, Bedini 24) ha scalato le marce, stretto i denti, e dopo aver recuperato tutto, ha messo il naso avanti, sparato i colpi del ko con i suoi cannoni più devastanti, e resistito ai tentativi di rientro degli increduli spezzini, le cui speranze sono durate sino agli ultimi secondi, ma sono state vane. Alla sirena il canestro della staffa di Steffanini serviva solo a ridurre il gap a 2 punti, ma i biancorossi hanno potuto esultare per la vittoria nella gara e per il TITOLO REGIONALE! Superlativo per tanti aspetti, ma anche storico back to back del titolo di C Silver per la società genovese!

Ma andiamo con ordine, perché la serata della gara infrasettimanale del Palasprint che ha deciso la finale di C Silver va raccontata per bene.

Innanzitutto, le due squadre si sono presentate con gli stessi roster di gara 3, incluso Mangione in stampelle, che si è accomodato (per quanto possibile) in panchina con un vistoso taping sul ginocchio sinistro ma era lì a dare supporto ai compagni. L’inizio stavolta ha visto il CUS più attivo, con massimi vantaggi comunque limitati a 4 punti, ma davanti praticamente per tutto il tempino, grazie a molti punti ottenuti arrivando a conclusioni ravvicinate a centro area, anche con i piccoli, sinché Visigalli e Garibotto non infilavano due triple che davano il +4 spezzino di fine frazione. Nel secondo quarto si proseguiva più o meno sulla stessa falsariga, anche se dopo metà frazione Spezia con Manzini toccava due volte il +8. CUS rientrava a -4, ancora Pipolo e Peychinov davano di nuovo 8 punti di vantaggio alla Tarros, ma i due liberi di Zavaglio mandavano tutti negli spogliatoi sul 40-34, buon punto di partenza per i bianconeri ma partita ancora ampiamente disponibile ad ogni epilogo. Come accennavo più sopra, alla ripresa delle ostilità Spezia saliva al massimo vantaggio, concretizzato da un libero di Bracci, il +11 al 22′ (45-34), con il CUS fermo al palo. Era Nicola Vallefuoco a sbloccare i biancorossi, mentre a loro volta si impantanavano gli spezzini e una tripla dello stesso numero sei in rosso valeva il -2; rispondeva Garibotto, ma Bedini portava a casa un gioco da 3 punti e l’antisportivo di Visigalli, e poco dopo l’under cussino Pampuro veniva colpevolmente dimenticato sotto canestro, sbagliava un rigore ma recuperava il rimbalzo e completava la rimonta degli ospiti. Colpo psicologicamente pesante: da lì è iniziata una partita letteralmente punto a punto, con il sorpasso CUS grazie ad un finger roll di Bedini in penetrazione di potenza, ma con 3 liberi di Garibotto successivi per Spezia avanti di 1 al 30′ (53-52). Equilibrio conservato all’inizio della quarta frazione: si andava avanti a braccetto sino al 59 pari a 6′ dalla fine, poi si accendeva la coppia Dufour/Bedini. Pipolo recuperava un rimbalzo in difesa ma inciampava incredibilmente su Garibotto, regalando una palla rubata al CUS e Dufour castigava dall’arco, per ripetersi poco dopo tirando da 8 metri, per il +6. Pipolo in sottomano accorciava, ma successivamente Dufour scaricava sul “gemello del canestro” che imbustava il +7 dai 6.75 metri. Il CUS sin lì aveva segnato solo 3 bombe, e in un paio di minuti altrettante. I ragazzi di Padovan, forse anche increduli della piega che stava prendendo la partita, tentavano di reagire, spinti anche dal pubblico: arrivavano due punti di Pipolo dalla lunetta per il -5, ma poi i bianconeri sbagliavano prima con Bracci che non tirava da sotto e poi con un pasticcio su rimbalzo offensivo che portava all’infrazione di campo. Spezia metteva un po’ di zona, Steffanini segnava il -3 di tabella, ma Bedini dal gomito sinistro tirava indisturbato per il nuovo +5. Bracci segnava, -3, poi Pipolo andava in lunetta a 21″ dalla sirena ma sbagliava il secondo libero, lasciando i genovesi avanti di 2. Spezia iniziava il fallo sistematico, ma mandava sulla linea del tiro libero proprio Dufour, che non sbagliava, con 14″ sul cronometro e malgrado la bolgia del palazzetto. Pipolo si lanciava a razzo e a -9.85″ segnava il -2, ma sulla rimessa cussina dopo l’ennesimo timeout arrivava il fallo, stavolta su Bedini. Il 12 rosso a sua volta non tremava, riportando i suoi al +4 con ancora circa 8″ da giocare. Ultima azione, ci provava Peychinov dalla lunga, non entrava, Canti tentava di ribadire sbagliando a sua volta, poi sulla stop light Steffanini segnava il 72-74, ma con il team di Pansolin e Taverna già ad esultare per il 3-1. Un’ultima frazione che ha messo a dura prova tutti, me compreso che facevo la cronaca, e nella quale 10 punti di Dufour e 12 di Bedini (hanno segnato solo loro) hanno stroncato le residue speranze dei bianconeri. Ancora un finale con 2 soli punti di scarto, come in gara 2, e quasi con lo stesso punteggio, e la stessa vincitrice. E come l’anno scorso la serie è finita a gara 4, in casa della squadra con lo svantaggio del campo, ma anche qui con la stessa vincitrice, il team di coach Pansolin e di coach Taverna: bravissimi!

A rivedere le statistiche del match, l’unico dato che salta agli occhi è la percentuale dalla lunetta: solo il 50% per gli spezzini contro il 90% dei campioni, con ben 10 conclusioni sbagliate dai padroni di casa, che avrebbero più che capovolto il risultato. Ma rispetto a gara 3 il CUS è cresciuto soprattutto nelle percentuali dall’arco e nei rimbalzi, stavolta quasi pari: insomma una prestazione in cui ha corretto i difetti della sfida precedente, e che ha portato al titolo.

Il back to back era ovviamente impossibile ai tempi della C regionale, quando chi vinceva l’anno dopo andava alle categorie nazionali, la C1 o la C dilettanti o la Divisione Nazionale C o la C Nazionale che fosse, e quindi non difendeva il titolo l’anno dopo, naturalmente: non ho gli albi d’oro del passato della C Regionale, di quando si chiamava C2, ma ho l’impressione che potrebbe essere quindi anche la prima volta assoluta. E’ invece un “threepeat” negativo quello della società spezzina, che con questa ha messo in fila tre finali perse, 2-3 con Sarzana e poi due volte 1-3 col CUS: dato che credo bruci molto. Certamente anche stavolta, malgrado un roster di alto livello, è mancato quel quid che invece il CUS ha dimostrato di avere. Mi aspetto però che l’anno prossimo il presidente Caluri metta insieme un altro tentativo più che valido di interrompere questa serie con una vittoria finale. Lo merita anche il folto pubblico visto in queste gare del Palasprint, e l’intero movimento spezzino.

Il CUS conquista questo secondo titolo dopo una stagione con qualche sbavatura, pur avendo perso in estate pedine importanti, come Bigoni, Macrì, e Fabio Bedini, nonché Pettineo: il recupero di Angelo Bedini, l’inserimento di Zavaglio e del “Vallefuoco piccolo”, Stefano, il contributo qua e là degli under, ma soprattutto la coesione di questo gruppo, che ha sopperito agli infortuni di Bestagno e in finale anche di Mangione, hanno fatto sì che al momento giusto, anche contro l’opinione comune, che dopo gara 3 li voleva in difficoltà seria e probabilmente costretti a giocarsi tutto in una gara 5 disperata in casa contro una squadra spezzina in controllo dell’inerzia della serie, il CUS abbia messo la prua sull’obbiettivo e l’abbia ottenuto ancora una volta! Ovviamente, i numeri dicono Dufour e Bedini su tutti, non solo l’altra sera, ma davvero il contributo posso dire, avendo visto quasi tutte le partite, è stato di tutti, a volte anche come punti, ma per tanti magari il lavoro è stato maggiore nella propria metacampo, e sappiamo quanto serva anche questo. Menzione per gli infortunati, Bestagno che si è fermato prima della fine della stagione regolare e Mangione che era on fire ma che ha pagato ancora una volta dazio, e non ha avuto modo, come era successo l’anno scorso, di rientrare per il gran finale. Menzione per il gruppo under che magari avrà più spazio nei prossimi anni, ma che qua e là hanno messo il loro mattoncino, oltre a fornire qualche minuto di ossigeno ai senior più spremuti. Naturalmente vanno menzionati i due tecnici, che evidentemente hanno trovato la giusta simbiosi con questo gruppo, e, come afferma Pansolin nell’intervista dell’altra sera, altrettanto evidentemente sono riusciti a “non fare danni”. Tutti bravi.

Foto stavolta azzerate, video invece presente, compresa l’intervista finale con entrambi i coach, Pansolin e Padovan. Che ringrazio sempre per la disponibilità e la voglia di raccontare tutto senza “allenatorese”.

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Adesso ai genovesi tocca ancora una volta l’onore/onere di rappresentare tutta la Liguria, e di cercar gloria per sé e chissà-poi-magari-forse-anche-boh, negli spareggi promozione per la B. L’appuntamento è a Frosinone, dall’1 al 3 giugno, per il concentramento D, con Sicilia 1 (Alfa Catania) e Puglia 2 (Castellaneta o Francavilla, sono 1-1 e gara 3 si disputa domenica 20 a Francavilla). Queste due squadre si affronteranno nella prima giornata; il 2 giugno CUS giocherà contro la perdente e il 3 contro la vincente. Chi vince il raggruppamento è promosso in B; chi arriva secondo può ancora sperare nell’ulteriore spareggio tra le 4 seconde dei 4 raggruppamenti, una final four il 9-10 giugno in campo neutro che qualificherà un’altra promossa. Ovviamente con 2 vittorie si è in B, con una è difficile ma più facile andare al secondo spareggio, con 2 sconfitte sicuramente arrivederci e grazie.

Ma ne riparleremo a tempo debito, ora è il momento di festeggiare per il team biancorosso!

Situazione:

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C/F – Amatori e Audax in finale! Si parte già domani a Vado

Posted by superbasketball su 16 maggio 2018

Logo Comitato Regionale FIP LiguriaLe semifinali di C Femminile si sono concluse con le belle, e pur con delle serie in fondo abbastanza equilibrate, specialmente quella tra Audax e Aurora, che è rimasta in bilico sino alla fine, la fiale è quella che mette di fronte le prime due squadre senior in regular season, ovvero Amatori e Audax. E la serie di finale, per creare la possibilità all’Amatori di mandare le sue ragazze (e i coach) alle finali nazionali Under 18, inizia già domani sera alle 21 al Geodetico di Vado!

Al Geodetico di Vado l’Amatori Savona in gara 3 ha approcciato la sfida decisiva con Marola nel modo migliore, partendo davanti e trovando le contromisure adatte alle caratteristiche delle ospiti. Le biancorosse (Lanari e Dagliano 15) hanno conquistato la finale specialmente nei due quarti centrali, nei quali hanno costruito un vantaggio difficilmente recuperabile (+16 a metà, +28 al 30′). Le ragazze di Martini (Mori 13, Morselli 7) hanno lasciato ancora qualcosina nella frazione finale, a gara già decisa, e per il team di Dagliano e Faranna si è aperta dunque la strada della finale che vale il titolo regionale (e il diritto alla B). Non è stata banale questa semifinale, per i doppi impegni delle vadesi e per la resistenza che Marola ha opposto, forte di giocatrici esperte con caratteristiche alle quali le amatorine mal si accoppiavano: un buon campionato dunque per le spezzine, che tra l’altro come società rientravano nella competizione senior quest’anno dopo alcune stagioni di assenza. L’Amatori ha perso l’imbattibilità, ma poco conta, ora, certo frammischiata con una finale nazionale giovanile forse altrettanto importante, comincia la serie finale, con il vantaggio del campo conquistato in stagione regolare.

A dispetto di una gara 2 persa nettamente, anche l’altra favorita dal campo, l’Audax San Terenzo, ha sfruttato questo vantaggio per chiudere a proprio favore la serie e avanzare all’ultimo gradino della salita. Le ragazze di coach Rossi (Pescetto 14, Bertella 10) hanno fatto valere la loro esperienza e malgrado percentuali di tiro rivedibili grazie alla difesa a zona 3-2 sono riuscite ad imbrigliare le ragazze dell’Aurora Chiavari (Comunello e Grigoni 11), impedendo loro sia le penetrazioni sia il tiro dalla lunga distanza. E così l’Audax ha tenuto dalla seconda frazione in poi un vantaggio non enorme ma sufficiente ad arrivare sino alla fine e festeggiare sulla sirena il passaggio del turno, in una serie decisamente combattuta, in cui non sono mancati gli episodi di contestazione e in cui gli attriti sono proseguiti anche dopo la sirena finale al PalaBiagini. Per l’Audax il coronamento di una stagione, ed ora la possibilità di giocarsi addirittura il titolo regionale, che per alcune delle ragazze santerenzine (Persia, Canova, Borghini e Gili) dovrebbe suonare familiare, perché facevano parte del gruppo dell’Antares Romito che si era imposta nel 2013-2014! L’Aurora di coach Straffi lascia il passo, ma il finale di stagione è stato molto positivo, con il terzo posto strappato al Marola, in progresso rispetto al quinto posto dell’anno scorso, non male.

Dunque ora la finale, con le molto giovani vadesi opposte alle più esperte santerenzine: nella prima fase si può dire non ci sia stata storia negli scontri diretti, con l’Amatori capace di vincere di 20 fuori casa e di 22 in casa, ma sono i playoff, anzi la finale dei playoff. Ogni tiro, ogni passaggio e ogni cambio difensivo ha un peso specifico enorme; e la pressione a volte deforma anche i valori. Vediamo che gara 1 sarà, mi si dice che ci sarà la diretta video su Facebook nella pagina Pallacanestro Vado, quindi potremo vederla tutti, anche chi non andrà al Geodetico. Gara 2 (tutte cose ufficiose perché sul server le gare non sono ancora state inserite) dovrebbe essere martedì 29 maggio a Lerici, poi non so, ma c’è tempo!

Un altra cosa importante su Gara 1, l’Amatori aderisce alla campagna per la raccolta fondi a favore di Davide Morana, l’ex cestista di Pool 2000 Loano e Cus di cui vi ho parlato un paio di giorni fa; quindi se sarete al Pallone non mancate di passare dove si potrà lasciare un contributo per questo ragazzo che è in un momento terribile. Grazie!

Partite in programma:

C/F 2017-2018 – Playoff – Finale – Gara1

17/05/2018 – 21:00 A.S.D. AMATORI PALL.SAVONA – A.S. DIL. AUDAX SAN TERENZO (Serie 0-0)

Situazione:

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C Silver – Spezia rialza la testa e in casa non sbaglia, CUS battuto e 1-2. Mercoledì gara 4

Posted by superbasketball su 14 maggio 2018

Se qualcuno aveva pensato che la finale di C Silver fosse ormai indirizzata, ceramente ieri sera si sarà dovuto ricredere, perché nella prima gara giocata al Palasprint, ovvero gara 3, la Tarros Basket Spezia Club ha tirato fuori una prestazione in ulteriore crescita e ha conquistato con ampio vantaggio e con merito il punto dell’1-2. Con gara 4 in arrivo dopodomani, la squadra del presidente Caluri ha ora psicologicamente rilasciato molta della pressione, trasferendola ai genovesi, che rischiano di dover ripiegare su gara 5.

Padovan è partito inserendo nei 10 Fazio e Manzini al posto di Coari e Dalpadulo, mentre Pansolin e Taverna hanno portato in panchina l’infortunato Mangione, che dalla panchina non ha potuto alzarsi per giocare, limitandosi in pratica a fare tifo da bordocampo, e aggiunto il 2000 Bilamour.

Il primo quarto dava già l’impressione di una Spezia più volitiva, e i bianconeri (Garibotto 16, Steffanini 13) partivano 7-0, continuando poi a spingere e mantenendo alla fine dei 10′ un vantaggio di 5 punti, mentre CUS (Dufour 15, Zavaglio 13) otteneva ben 9 punti da Dufour e altri 4 da Zavaglio, che per tutta la prima parte di gara era il più attivo dei cussini, sfruttando la sua rapidità nelle transizioni. I bianconeri subivano un po’ troppo in difesa, e quindi CUS riusciva a recuperare nella seconda frazione, e anche a passare davanti per qualche minuto, con un massimo vantaggio di 3 punti, ma un caparbio canestro sulla sirena di Pipolo mandava tutti negli spogliatoi sul 33-32 per la Tarros, con la partita ancora totalmente in bilico ma il CUS comunque a 2 punti e 20′ dal possibile titolo regionale. Nell’intervallo la strigliata del coach bianconero aveva il suo effetto: le maglie dei giocatori di casa si stringevano e alla ripresa delle ostilità la difesa faceva la differenza, dato che nei primi 7 minuti della frazione solo Dufour segnava un canestro per gli ospiti, che scivolavano al -10. Nel finale di terzo quarto i genovesi cercavano di restare in scia, ma Spezia colpiva anche dall’arco (persino con l’under Petani) e manteneva le distanze, anzi al 30′ il tabellone recitava 51-40. Alle preoccupazioni della panchina biancorossa si aggiungeva anche quella della situazione falli, che limitava Bedini e Dufour, e nell’ultimo quarto, in cui a lungo i genovesi rimanevano a secco in attacco, portava all’uscita per falli prima di Stefano Vallefuoco e poi di Zavaglio: si può certamente dire che il metro arbitrale ieri sera è stato più fiscale di quello visto nelle due gare precedenti. Spezia scappava via ulteriormente, con il contributo di tutti, del solito Steffanini ma anche di Visigalli, Garibotto, Pipolo e del già citato Petani, e il divario diventava via via più rassicurante, sino a toccare il ventello. CUS alzava bandiera bianca e lanciava nella mischia gli under, e alla sirena finale il team spezzino si imponeva con il massimo vantaggio della gara, 22 punti. Che valgono, purtroppo per loro, quanto i 2 di divario di gara 2, ovvero un punto nella serie. Però ora i bianconeri hanno la prova provata di poter battere i genovesi, e di poter quantomeno sfruttare l’altra gara casalinga in arrivo per annullare il secondo matchpoint dei cussini: in quel caso avremmo una gara 5, e quindi il massimo della suspense per questa finale. Prospettiva che naturalmente a Pansolin e Taverna non può piacere, perché se l’infortunio di Mangione gli impedirà di scendere in campo, come francamente temo, l’allungamento della serie in teoria aggiungerà tossine su tossine in modo pericoloso.

A fine gara non sono riuscito a fare le videointerviste che vi ho proposto ultimamente, ma posso dirvi appunto, come accennato nella cronaca, che coach Padovan nella conferenza stampa al Palasprint ha posto l’accento sugli errori di atteggiamento difensivo visti nella prima metà di gara, che hanno permesso canestri facili agli avversari, e che lo hanno costretto a ricorrere a severe reprimende negli spogliatoi; e anche sul fatto che molta della grinta della seconda parte è stata stimolata da prestazioni come quelle di Petani e anche di Visigalli (che anche il presidente Caluri ha voluto citare in quanto top player di fatto per mesi assente). Quanto a coach Pansolin, raggiunto oggi ha commentato: “È stata la prima partita senza Marcello quindi era per forza una ricerca di nuovi equilibri all’interno della squadra. Siamo rimasti in partita giocando con la solita garra e solidità spendendo però più energie del solito proprio per questa ricerca di equilibri difensivi e offensivi. In USA dicono che le serie iniziano con la prima vittoria in trasferta: quindi questa deve dire ancora molto e io penso che lotteremo e competeremo come sempre“. Correggo solo una cosa, qui in caso di vittoria in trasferta ormai la serie finisce 😉 , da un lato o dall’altro!

E allora via sulla A12 anche mercoledì, per un’altra telecronaca da via Parma: la palla a due sarà alle 20.30. Ieri ho avuto un’altra voce tecnica di grande spessore, quella di Marco Corsolini allenatore della Carispezia femminile, che non mi ha detto nulla ed è venuto al microfono malgrado la febbre alta. Grazie coach, non dovevi!

Foto sempre più scarne, video stavolta composto utilizzando la ripresa diretta per qualche problema di montaggio con il filmato della BraunCam, spero risulti comunque decente. Sicuramente lo avete già visto in tantissimi, e vi ringrazio.

2017-2018 C Silver Finale G3 Spezia-CUS 72-50.

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Appuntamento a tutti dunque alle 20.30, anzi qualche minuto prima, per gara 4 da via Parma!

Situazione:

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C Silver – Ancora CUS, 2-0, ma che partita! Spezia recupera, sorpassa e viene beffata in extremis! Ora gara 3 al Palasprint

Posted by superbasketball su 11 maggio 2018

Se c’eravate, o siete stati così pazzi da collegarvi alla diretta di SUPERBAsketball su Facebook, io credo che mercoledì sera siate rimasti coinvolti dallo svolgimento, e soprattutto dall’epilogo, di gara 2 della finale di C Silver tra il CUS Genova e la Tarros Basket Spezia Club. Altrimenti avete un bido…no, lasciamo perdere… 😉

Il PalaCUS mercoledì ha risposto adeguatamente ancora, pur in infrasettimanale, e i protagonisti in campo hanno ripagato con una partita viva e vibrante (!), decisa letteralmente nell’ultimo secondo di gara. Tanti gli ingredienti del secondo dell’altra sera, io sono partito dal contorno, il pubblico, ma la pietanza biancorossonera è risultata decisamente stuzzicante.

I due roster, identici a quelli di gara 1, si sono affrontati in questa gara cardine della serie, che rappresentava tantissimo per entrambe. Ci si aspettava una partita più tesa, magari più difensiva, in cui specialmente i ragazzi di Padovan volessero dimostrare che quanto visto in gara 1 non era rappresentativo delle proprie qualità. E se la prima frazione ha abbastanza confermato questa seconda ipotesi, con gli spezzini (Peychinov e Steffanini 16) a cercare subito l’allungo, arrivando un paio di volte al +7, e il CUS (Bedini 21, Dufour 16), non supportato nel frangente dal tiro dall’arco, a cercare di ricucire, lavorando difensivamente e giocando sulle penetrazioni anche da parte dei propri lunghi, così non si può dire della prevalenza delle difese sugli attacchi, visto che la frazione si è chiusa sul 23 a 17 per gli ospiti. Se c’era qualcosa su cui si sarebbe scommesso, era che la Tarros non avrebbe più concesso un intero quarto ai biancorossi: e invece, il secondo tempino vedeva nuovamente soccombere gli spezzini, stavolta per 19-5 (che rapportato al 18-3 di sabato scorso non è davvero sostanzialmente diverso). Il tutto malgrado nel frattempo Mangione si fosse infortunato in modo apparentemente stavolta pericoloso (ancora non si sanno le reali conseguenze) al ginocchio sinistro atterrando male su un tentativo di correggere in tap-in un pallone a canestro: l’evento sembrava di fatto invece caricare maggiormente i ragazzi di Pansolin e Taverna, che trovavano punti anche dai propri under (6 nel tempino) e capovolgevano, con gli interessi, il divario, arrivando a metà gara su un più rassicurante 36-28. Sabato questo scivolone dei bianconeri era valso l’intera partita: stavolta invece non è successo, per quanto al rientro dagli spogliatoi in realtà il trend favorevole ai biancorossi sia continuato. Il CUS volava avanti anche di 15 punti (47-32), ma qui cominciava la reazione, con Steffanini e soprattutto Visigalli a segnare e far segnare i compagni, anche grazie ad una maggiore pressione difensiva. Fatto sta che dopo il tracollo iniziale la Tarros riusciva ad arrivare a fine frazione sul -5, e a riaprire completamente la gara, anche forse grazie a un po’ di zone che hanno costretto i padroni di casa a cercare giochi diversi e di conseguenza a lavorare di più in attacco. Nell’ultimo decisivo quarto inizialmente i cussini riuscivano a riallungare un pochino, e a contenere Spezia, che non riusciva a riavvicinarsi a più di 4 punti, e si arrivava negli ultimi giri di lancette. Da una parte erano Bedini e Zavaglio ad essere precisi da fuori, ma Pipolo e soprattutto il risvegliato Peychinov colpivano a loro volta dai 6.75 metri, e quindi dal -7 a circa 1’20” dalla sirena, un canestro di Steffanini e due bombe del bulgaro firmavano il sorpasso esterno, 69-70, con 13.2″ sul cronometro, nel tripudio dei fan ospiti e della panchina Tarros. Strepitosa in particolare la seconda, da 8 metri, avendo appena tirato un “mattone” da posizione simile 5 secondi prima. Non è finita: timeout per i genovesi, rimessa in attacco, non ci sono penetrazioni valide, i terminali soliti sono costretti a scaricare, ma Garibotto per chiudere su Dufour lascia 3 metri a Zavaglio, che riceve in posizione di guardia destra e spara (credo avesse 0/1 sin lì) con il cronometro che è agli sgoccioli e Garibotto che tenta il recupero disperato: solo retina, +2 CUS, le tribune del palazzetto esplodono. Sulla rimessa Spezia chiama timeout, si discute sul tempo rimanente, 0.7″ o 0.4″, apparentemente il cronometro si è mosso, di quella frazione, a causa della rimessa eseguita. Si torna a giocare con praticamente solo un catch and shoot a disposizione dei ragazzi di Padovan, ma nessuno riesce a liberarsi efficacemente e la rimessa diventa una specie di cross in area che è facile preda dei difensori biancorossi, che possono festeggiare il secondo punto!

Un finale che sa di beffa ovviamente per gli sconfitti, così come sarebbe stato altrettanto beffardo se magari la tripla di Zavaglio non fosse entrata e il CUS si fosse ritrovato sconfitto. Ne vince una sola nel basket, e questo sport dimostra ancora una volta che ti può dare e togliere anche nel giro di una decina di secondi. Bellissimo, e terribile. La Tarros ha fatto una gara ancora non perfetta, ma nella seconda parte decisamente ben più volitiva di quanto visto sin lì, e avrebbe potuto tornare a casa con il suo pullman con il referto rosa appoggiato su un sedile senza rubare granché: per i bianconeri questo grande losing effort deve essere un segnale di possibilità, arrivano le due gare casalinghe e lo 0-2, anche se li mette spalle al muro, non ha chiuso i discorsi, davanti al proprio pubblico il team del presidente Caluri può anche impattare. CUS ha certamente tirato un enorme sospiro di sollievo, ed ha l’inerzia della serie tutta dalla sua, con l’entusiasmo alle stelle; ma ha la tegola Mangione, che non è da poco per quanto l’11 in biancorosso stava dando alla causa in queste settimane. Ieri si è sopperito, ma se la serie si allungherà il deficit potrebbe diventare più pesante. Tutte questioni che fanno crescere l’aspettativa per domenica, quando in via Parma, alle 18, si alzerà la palla a due della terza sfida, con i genovesi a un punto dal back to back del titolo ligure, e Spezia a un punto dalla terza finale persa in tre anni. Stimoli ne abbiamo?

Stimoli che valgono anche per me, e mi faranno percorrere la A12 per darvi ancora il servizio di telecronaca dall’impianto spezzino. Mercoledì la copertura era massima, non c’era solo SUPERBAsketball e infatti potete trovare su Facebook anche altre immagini della partita, sia foto sia video. Mancava solo Sky 😉 . Tutto bello per il nostro basket, e credo che la partita di ieri sera come spot sia stata decisamente positiva.

Ecco qua il mio video (le foto ci sono ma sono così poche che non ve le menziono neanche, opst, le ho menzionate), dove potete anche riascoltare la performance a due voci, totalmente estemporanea, con il commento tecnico puntuale, approfondito e ricco di dettagli anche su tanti ragazzi che conosce personalmente, di coach Andrea Lupi, tecnico dell’Ospedaletti terzo in regular season e fresco sconfitto (ma con molto onore) da entrambe. Dato che non ci eravamo preparati per nulla, credo che un 10 politico ci vada dato 😉 , anche se c’è sicuramente da migliorare la qualità del mix audio. Ci proverò!

Come le altre volte a fine gara sono sceso a sentire le impressioni a caldo dei due tecnici, e qui trovate l’intervista a coach Pansolin, ancora visibilmente scosso dalle emozioni del finale, mentre coach Padovan, che comprensibilmente non ha voluto parlare a caldo per la grande delusione, è però molto sportivamente venuto a complimentarsi in diretta con il tecnico biancorosso, un bel gesto, chapeau, grazie coach.

2017-2018 C Silver Finale G2 Cus-Spezia.

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Appuntamento a tutti per domenica in via Parma! Prometto di fare del mio meglio per chi non ci potrà essere, ma secondo me un po’ ci perdete, perché la mia telecronaca la potrete sempre rivedere, ma le emozioni si gustano meglio dal vivo!

Situazione:

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C Silver – CUS! 1-0, Spezia si arrende alle folate biancorosse. Mercoledì il secondo atto

Posted by superbasketball su 6 maggio 2018

Il CUS Genova e la Tarros Basket Spezia Club hanno iniziato ieri sera, lo spiego se foste scesi da Marte giusto stamattina, la loro serie di finale. Davanti a un PalaCUS finalmente e direi giustamente gremito, i biancorossi (Dufour 21, Zavaglio 14) hanno mantenuto il fattore campo battendo gli ospiti (Steffanini 20, Peychinov 14) con un 64-53 maturato in gran parte in un disastroso secondo quarto spezzino, ma in un incontro che ha tenuto comunque l’interesse alto sino alla fine grazie alla qualità delle contendenti e ad alcune giocate divertenti sul parquet del palazzetto genovese. Speriamo di avere una cornice simile, e una gara altrettanto interessante, anche mercoledì per gara 2!

L’inizio di gara 1 ha visto le due squadre equivalersi, colpendosi specialmente dall’arco con ottime percentuali: ben 6 le triple a segno nei primi 6 minuti. Un vantaggio del CUS di 4 punti veniva ribaltato dagli spezzini, che nella seconda metà del tempino tenevano il comando nel punteggio, arrivando al riposo sul 18-22. Ci si poteva immaginare una gara punto a punto, un po’ come erano state entrambe le gare di regular season, e in quella dell’andata Spezia era anche arrivata nel finale con un discreto vantaggio, per poi farsi sorpassare: invece la seconda frazione dei bianconeri, dopo un primo approccio alla pari, si è rivelata un piccolo incubo. In tutti quei 10′ i ragazzi di Padovan hanno messo a segno solo 3 punti, un canestro di Peychinov e un libero di Steffanini, mentre i cussini a metà quarto con un paio di penetrazioni di Bedini sorpassavano, e con una bomba di Dufour in transizione piazzavano il +6. Ancora il 9 biancorosso puniva la difesa spezzina in situazione analoga per il +9, poi Stefano Vallefuoco rubando a centrocampo concludeva con l’arresto e tiro per il +11 con sui si andava negli spogliatoi. Un secondo tempino che per gli spezzini ha rappresentato un fardello pesantissimo per il resto della partita. Bracci al rientro muoveva il punteggio spezzino dopo tantissimi minuti quando la squadra era già scivolata al-13, riportando i suoi al -9 con 4 consecutivi; poco dopo una bomba di Peychinov valeva il -8 e ancora il centro spezzino metteva il -6, ma un paio di bombe del -3 uscivano e allora era di nuovo CUS, che rubando palloni (la maggiore differenza statistica tra le due squadre di fatto, alla fine saranno 10 rubate a 5 per CUS, e le perse 8 a 17 a favore dei genovesi) tornava al +14 e poi con la terza bomba di Mangione al +15, poi limato da Steffanini dalla lunetta per il +13 di fine frazione. Quando nell’ultimo tempino Bedini imbustava la tripla in transizione del +15, con Bracci e Garibotto gravati da 4 falli, la partita cominciava a pendere in modo deciso verso i ragazzi di Pansolin e Taverna. I biancorossi scaldavano le tribune: Dufour stoppava Bracci, andava dall’altra parte e andava a segno dai 6.75 metri, Mangione con un chase down lebronesco andava a togliere i 2 punti a Steffanini che già stava pregustando il canestro, stampando la stoppata sul tabellone. Col passare dei minuti le speranze spezzine scemavano, e negli ultimi frangenti per entrambe le squadre c’era il tempo di togliere i residui “ne” dai tabellini, a risultato sostanzialmente acquisito. Punto in bacheca per il CUS Genova, le cui folate hanno man mano demolito le intenzioni degli ospiti, apparsi in difficoltà nel reagire nei momenti topici. Certo, fossero riusciti a rientrare ad un solo possesso di distanza nel terzo quarto, forse ci sarebbe potuto essere un finale più tirato e magari un risultato diverso; c’è da dire che non è un caso se con i genovesi questa Tarros, altrimenti (con l’eccezione di Chiavari e di qualche altra gara, come l’ultima ad Ospedaletti) travolgente, si ritrova sempre a dover stringere i denti, lottare, e spesso soccombere. Coach Padovan deve chiedere ai suoi un’altra resilienza per gara 2, che sarà mercoledì, stesso impianto genovese, alle 20.30. Poi si andrà comunque al Palasprint per gara 3 (domenica 13) e eventualmente gara 4.

Per chi no fosse al PalaCUS e non avesse seguito ieri sera la diretta video su Facebook che gli Dèi delle Connessioni 4G mi hanno concesso di fare, ecco qui qualche mia foto (davvero ai minimi termini oggi) e la diretta caricata su YouTube. Vi allego anche le due interviste effettuate a coach Padovan e coach iansolin (ma bisogna avere il cognome che finisce in consonante per allenare in una finale di C Silver? Ah no, due anni fa no, Bertieri e Martini, vabbé), ai quali vanno sempre i miei ringraziamenti per la disponibilità.

2017-2018 C Silver Finale G1 CUS-Spezia.

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Appuntamento a tutti per mercoledì dunque, spalti o Facebook seguite però gara 2!

Situazione:

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C Silver – Finale: sabato si apre il sipario al PalaCUS!

Posted by superbasketball su 3 maggio 2018

Se c’è un momento topico di questa C Silver, è la finale. Mancano al massimo 5 gare all’assegnazione del titolo regionale, prima di tutto, e del diritto a partecipare agli spareggi per la promozione in B. 5, o 4, o 3 gare, in cui si affronteranno quelle che si sono in effetti dimostrate davvero le migliori, da ottobre in qua, ovvero il CUS Genova e la Tarros Basket Spezia Club, citate rigorosamente nell’ordine che la regular season ha loro assegnato. Ordine che viene da due partite, andata a Genova e ritorno a Spezia, in cui la distanza tra le due squadre è stata mediamente di un possesso solo: +4 per i cussini in viale Gambaro, +2 per gli spezzini in via Parma. Partite che se volete potete anche rivedere qui sotto: la prima è nel formato che tenevo su YouTube sino a qualche mese fa, ovvero solo immagini, la seconda è ovviamente con la mia telecronaca.

CUS-Spezia – 21 ottobre 2017

Spezia-CUS – 14 gennaio 2018

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E naturalmente c’è il pregresso dell’anno scorso, la finale della C Silver 2016-2017, vinta dal CUS 3-1 quando Spezia aveva il vantaggio del campo: vantaggio ceduto già in gara 1, vinta dai genovesi al Palasprint, poi pareggiata da gara 2, e che il CUS ha sfruttato per chiudere con gara 3 e 4 (queste le trovate sempre sul mio canale YouTube, se volete fare una “maratona C Silver”, come si fa per Star Wars quando esce un nuovo episodio) vittoriose davanti al proprio pubblico. Certo, non erano proprio le stesse squadre: però tanti dei protagonisti saranno ancora in campo, e le guide tecniche sono le stesse.

Stavolta il vantaggio del campo, dovuto a quel canestro segnato in più, o subito in meno, in regular season, è dei genovesi: e allora sabato al PalaCUS, alle 18.45, c’è già gara 1 (arbitri Falletta e Rigato). Una partita che l’anno scorso fu abbastanza decisiva, e che entrambe le squadre non vogliono sbagliare. Chi ci arriva meglio? Difficile dirlo, anche se bisogna notare che il ruolino di marcia dei bianconeri di Padovan nella seconda fase, e in semifinale, è stato immacolato: di fatto non perdono dalla partitaccia di Chiavari. Non si può dire lo stesso per i biancorossi, che hanno lasciato punti a Santa Margherita e a Vado. Ma non si può negare che il gruppo di Pansolin e Taverna, pur essendo cambiato rispetto alla stagione scorsa, anche quest’anno generalmente nei momenti davvero critici ha trovato quasi sempre qualcuno in grado di caricarsi la squadra sulle spalle, a rotazione. Dunque i pronostici sono veramente difficili da fare: le motivazioni sono forti per entrambe: ripetersi, prendersi la rivincita, ripresentarsi al cospetto delle squadre delle altre regioni, o provarci per la prima volta, scegliete voi qual possa essere la motivazione più forte, senza contare quelle personali dei giocatori. Ad esempio, i due marcatori più micidiali, Peychinov e Dufour, l’uno contro l’altro. Per fare un solo nome per quadra, ovviamente, altrimenti dovrei elencare i roster dei senior dei due team.

Intanto iniziamo dal primo atto, speriamo con un gran pubblico. Si spera di vedere l’impianto di Viale Gambaro una volta tanto pieno di appassionati, genovesi, spezzini e magari anche neutrali (anche i cosiddetti “gufi”, perché no 😉 ), perché parliamo del massimo della pallacanestro maschile ligure attuale!

Allora, tutti sugli spalti del PalaCUS! Ovviamente ci sarò anch’io, ovviamente riproverò la diretta video visto che da Ospedaletti è andata bene (ma nell’impianto genovese la connessione mi ha dato buca varie volte, quindi non contateci troppo, venite e non rischiate di restare senza 😉 ).

Situazione:

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Under 18/M – Il terzo posto a Mannheim dell’Italia di Capobianco…e Miaschi!!!

Posted by superbasketball su 9 aprile 2018

Ci ho messo un po’ a partorire questo pezzo, perché volevo un attimo rimuginarci su e ammucchiare anche un po’ di aggettivi e avverbi utili a descrivere la nuova impresa di coach Capobianco  all’Albert Schweitzer Tournament 2018, definito “mondiale ufficioso Under 18”. Per il tecnico campano, alla quarta partecipazione a Mannheim, è arrivato un terzo podio (un oro nel 2014, un bronzo nel 2016 e ora nel 2018, poi mettiamoci anche il 5° del 2012 che non è malaccio) con la nazionale Under 18, un podio al quale noi liguri dobbiamo davvero tenere molto perché è arrivato con Federico Miaschi assoluto protagonista! Ma andiamo con ordine.

La storia del torneo ve l’avevo già in parte raccontata, perché vi avevo ragguagliato all’indomani della grande, anche in termini numerici, vittoria sugli Stati Uniti, alla vigilia della sfida con la Russia. Contro i ragazzi dell’Est si sapeva di giocarsi probabilmente il primo posto del girone, e così di fatto è stato. Le due squadre hanno dato vita ad una partita tirata (se volete rivederla cliccate qui, purtroppo non posso metterla su questa pagina per le restrizioni dell’emittente); il primo quarto ci vedeva davanti nettamente ma i russi recuperavano e si andava avanti con vantaggio minimo per i nostri sino alla fine, quando gli azzurri (Miaschi 20, Dieng 19) riuscivano a mantenere un possesso di distacco. Una prova di consistenza, di tutto il gruppo, ma per noi conta ancora di più vedere che il nostro Federico è risultato top scorer nella sfida decisiva del girone!

Per il primo post serviva però ancora passare l’ostacolo Francia, perché la sconfitta con i transalpini ci poteva addirittura far uscire dalle semifinali per il podio (arrivo a 3 con la Russia, avulsa sfavorevole in caso di sconfitta netta). E nella prima parte di gara (video qui) i francesi ci hanno tenuti dietro: per fortuna nella seconda parte i nostri (Miaschi 30, Palumbo 18) sono emersi, andando oltre la doppia cifra, contenendo l’ultimo sforzo dei bleus e mettendo il timbro sul primo posto nel girone, imbattuti e splendidi! E che dire dei 30 punti di Federico, con una valutazione se non erro di 54? Niente, ci tiriamo su la mandibola che ci era caduta e andiamo avanti nel racconto, annotando che nel frattempo i russi regolavano a loro volta gli Stati Uniti e si piazzavano secondi. Dunque, semifinali Italia-Australia e Germania-Russia.

Il giorno dopo sul campo principale del torneo affrontavamo quindi gli Aussie, arrivati secondi dietro ai padroni di casa nel girone A. Che fosse un ostacolo difficile lo si immaginava, che la situazione fosse complicata lo si è capito sin dalle prime battute, con i nostri (Miaschi 12, Palumbo 11) in difficoltà a tenere l’1 contro 1, e un inizio deficitario. Siamo riusciti a rientrare un po’ in partita per poco, poi i canguri ci hanno saltato a pié pari e nella seconda parte di gara il divario si è fatto punitivo. Per la prima volta si è visto un po’ di scoramento tra i nostri ragazzi, forse anche la sensazione che un po’ del sogno stava sfumando ha influito. Abbiamo detto addio ai metalli più pregiati, segnando solo 51 punti e subendone alla fine oltre 30 di scarto. Federico, magra consolazione, pur segnando solo 12 punti, la metà del suo solito fatturato, restava il miglior marcatore italiano nella giornata più dura.

Ovviamente non era finita lì, nell’altra semifinale la Germania batteva la Russia e quindi ci si riproponeva la sfida con lo stesso team battuto qualche giorno prima, ma stavolta per la medaglia di bronzo. Difficile resettare dopo un ko che ti fa cadere dalla condizione di imbattuto in quella di chi rischia di restare fuori dal podio, oltretutto con uno scarto pesante. Invece, il piccolo miracolo è riuscito abbastanza bene (bello il racconto dell’aforisma motivazionale usato da Capobianco negli spogliatoi, su come si corre una maratona), perché se è vero che la Russia è partita a razzo, e magari un po’ di stordimento iniziale dei nostri c’è stato, proprio Federico suonava la carica e gli azzurri (Miaschi e Palumbo 32) tornavano rapidamente sotto. Dopo l’intervallo lungo, con i nostri negli spogliatoi sotto solo di 1, erano sempre Miaschi e Palumbo a spingere e Czumbel siglava il pareggio a metà terza frazione: l’inerzia si spostava a favore dei nostri che arrivavano avanti di 7 ma al 30′ i russi erano di nuovo lì (55-53). Si giocava punto a punto finché gli avversari, carichi di falli, non scivolavano gradualmente indietro ed erano ulteriormente puniti dal loro fallo sistematico, e così di libero in libero i nostri salivano sino al +11 finale, che significava un bronzo eccellente, ottenuto con una sola sconfitta (l’Australia seconda ha perso invece 2 volte, sempre con la Germania poi trionfatrice, la Russia tre volte di cui due con noi e una con la Germania), e con prestazioni bellissime. E con una finale giocata al limite delle energie, ma risorgendo dalle proprie ceneri del giorno prima. Davvero un grande torneo! Terzo podio consecutivo in questo “mondiale”, diventa davvero un bell’albo d’oro quello dell’AST per l’Italia!

E qui si innesta il discorso sui nostri giovani, sul perché siamo forti sino a 19 anni e poi per qualche motivo diventiamo normali o men che normali, a vedere quanti talenti di queste squadre poi trovino posto nelle squadre senior, senza scomodare l’NBA. Io la soluzione non ce l’ho, lo dico subito, ma è evidente che qualcosa non funziona tra il punto A (giovanili ad altissimo livello mondiale) e il punto B (squadre di club prive o quasi di italiani, nazionale fuori dalle massime competizioni come mondiali e olimpiadi). Qualcosa bisognerà pur fare, almeno istituire una linea di pullman sostitutiva se il treno da A e B si perde nelle paludi; nelle altre nazioni evidentemente o i loro giovani migliorano ancora e ci sorpassano, oppure restano più scarsi dei nostri e loro non se ne accorgono e li fanno giocare uguale (e poi, come nel mito del calabrone che non è fatto per volare ma non lo sa e lo fa lo stesso, giocano anche bene e fanno carriera, magari anche in Italia). Vediamo se riusciamo a far finire anche questo gruppo nelle sabbie mobili. “Fate presto” (cit.).

Ma parliamo ancora un po’ di Federico Miaschi. Wunderbar l’avevo già definito: e in quella pagina delle statistiche accumulate sulle 7 gare Federico vince la classifica dei punti per partita con 22.9 davanti al cinese Guo (20.8), e si piazza sul podio, secondo, in quella dell’efficienza offensiva, e terzo in quella dello stesso parametro rapportato a 40′ di utilizzo. Entra, da guardia, nella classifica dei rimbalzi (12° con 6.3 a partita), e si infila anche al 15° in quella della percentuale dall’arco, con il 41.9. Lo avevo un po’ sfidato a fer meglio che nella prima parte, la sfida l’ha vinta lui, e se non ci fosse stata la giornataccia con l’Australia, chissà che numeri avremmo letto. Ma va bene così, perché se il titolo di MVP assoluto l’ha vinto per tanti motivi il tedesco Mattisseck, per Federico c’è la nomina nel quintetto ideale (link solo tedesco, sorry!) della manifestazione, ovviamente come shooting guard, insieme allo stesso Mattisseck (point guard), all’ala piccola russa Mikhaylovskii, all’ala grande australiana Dalton (uno di quelli che ci ha fatto malissimo in semifinale) e al centro tedesco Drescher. Dobbiamo dire altro? Avevo qui degli aggettivi ma li ho persi. Godiamoci queste cose, non è tutto merito della Liguria, per carità, anzi (e qui dovremmo aprire un altro lungo discorso sul fatto che uno come lui è andato via, ma non avrei tanta voglia di deprimerci troppo adesso), però credo che dobbiamo gioire! E mi ricorda che abbiamo vissuto qualcosa di simile l’estate scorsa con Oxilia in Egitto ai Mondiali Under 19: se una rondine non fa primavera, due rondini la fanno? Speriamo!

Aggiungiamo che altri italiani di questo gruppo sono rientrati tra i migliori della manifestazione, in particolare Palumbo, anche lui nella classifica dei marcatori e in quelle dell’efficienza, ma anche in quella degli assist, e in quella dei tiri da 3, insieme a Graziano e Laganà (o “Lagàna”, come lo chiamavano i commentatori tedeschi, che peraltro chiamavano Federico “Miasci”). Insomma un bel team, e sono in tanti poi a sottolineare i meriti di Capobianco, non arrivo certo per primo; ma mi associo!

E parlando di Mannheim, tra 2 anni l’annata “in leva” sarà quella dei 2002. Non dico altro, aspetto qui. 😉

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Under 19/M – La STORICA medaglia d’argento mondiale della Nazionale e di Oxilia, top 5 del torneo!

Posted by superbasketball su 13 luglio 2017

Sono già passati alcuni giorni dalla conclusione di un incredibile Mondiale Under 19 del Cairo, in Egitto. L’Italia ne è tornata con al collo la medaglia d’argento di VICECAMPIONE DEL MONDO, e il nostro Tommaso Oxilia con il riconoscimento di essere stato inserito nel miglior quintetto della manifestazione! Dopo qualche giorno sembrano fake news, tanto pareva improbabile solo qualche settimana fa, che dite? E invece E’ TUTTO VERO!

Gli azzurri di Capobianco qui sul blog (su Facebook ho seguito malgrado le ferie, come potevo non seguire!?!) li avevo lasciati nell’attesa della semifinale con la Spagna. Una formazione  iberica che arrivava alla final four imbattuta, con anche lo scalpo del Canada nel girone e un quarto dominato con l’Argentina. Era cominciata anche molto male, con i giallorossi a volar via e i nostri (Bucarelli 15, Denegri 14; Oxilia 12) a carburare male, con una prima frazione in singola cifra, ma gli azzurri di Capobianco non sono tipi da arrendersi e hanno continuato a giocare senza perdersi d’animo. La perseveranza paga, e così, trascinati proprio dal nostro Oxilia nella seconda frazione, gli azzurri sono tornati sotto e hanno anche messo il naso avanti nel terzo quarto. L’ultimo tempino sembrava quello del tracollo, con i nostri bloccati e gli spagnoli a volar via: il 49-60 con cui si entrava nei 3′ finali pareva già una sentenza. E invece no, e come in altre partite erano stati altri i protagonisti, stavolta è stato Bucarelli a trovare con determinazione e anche un pochino di fortuna i punti determinanti per il riaggancio e il fantastico sorpasso con l’and one in penetrazione su una Spagna che ha dovuto inchinarsi alla remuntada a pochi secondi dalla sirena. FINALISSIMA! E medaglia d’argento certa! Clamorosi! Ho finito gli aggettivi e i superlativi…

Era dall’edizione 1991 (Edmonton, Canada), che una squadra azzurra non arrivava in una finalissima mondiale, allora persa di 5 con gli USA: leggete il roster di quella squadra, spero che ai ragazzi di Capobianco spetti di fare almeno la metà della carriera di gran parte di quel gruppo, che annoverava tra gli altri e magari non in ordine di importanza Fucka, Frosini, De Pol, Abbio e Portaluppi…Capite bene qual è stata la portata storica di questa impresa?

Sembrava si profilasse il remake della finale del ’91 con gli USA, ma gli statunitensi sono invece stati sconfitti da un grande Canada, trascinato dalla stella (classe 2000!!! Sottoleva di ben 2 anni!) R.J. Barrett. E così la finale ci opponeva ai più nordici ragazzi canadesi (per l’occasione anche Sky si accorgeva dei nostri ragazzi, programmando la diretta su Sport 3), mentre il basket a stelle e strisce doveva accontentarsi della terza piazza nella finalina con la Spagna.

Avremmo magari voluto vedere una partita da cardiopalma come le precedenti, e magari con un finale simile, ma purtroppo i biancorossi fiutato l’oro sono stati spietati: dominando fisicamente l’area, hanno costruito una vittoria tranquillissima, sempre in controllo totale, con divario ampio, pur non producendo percentuali di tiro così significativamente migliori dei nostri (Okeke 14, Oxilia e Penna 12). Sotto di 15 a metà, ben oltre i 20 durante il resto della partita, i nostri non hanno mai smesso di giocare neanche in una gara così a senso unico, e sono stati premiati potendo contenere alla fine sotto i 20 punti un divario che altrimenti sarebbe stato punitivo per il loro torneo. Bravi, anche in una partita persa nettamente c’è modo e modo di giocare.

E dopo la sirena, prima della premiazione delle squadre dove i nostri hanno potuto indossare la meritatissima medaglia d’argento, la proclamazione del miglior quintetto con la ciliegina sulla torta: oltre ai vincitori del titolo Barrett (MVP) e Kigab, e all’USA Pritchard, tra i 5 sono stati inseriti Bucarelli e il nostro Oxilia, che vedete qui sotto nella sua carrellata di highlights personale (e ne mancano).

Che volete di più? Oggettivamente, è mancato solo l’oro e poi potevamo chiudere tutto, baracca e burattini! Un torneo entusiasmante, una bella rivincita anche per coach Capobianco, per il quale oggi si vocifera anche di possibile promozione al dopo Messina nel maschile senior, dopo la delusione dell’Europeo femminile, una grande prestazione del nostro alfiere loano/pietrese, che chiude con 13 punti di media più 8 rimbalzi il suo mondiale… grazie alla Virtus Bologna che evidentemente riesce a farlo emergere! Tra l’altro, l’estate per Tommy prosegue con la convocazione in Under 20, ma questa, direbbe qualcuno, è un’altra storia 😉 . Bravo Tommy!!!

Si discute ora nei social sul futuro di questi ragazzi, molti prospettano gran panchinate e poco spazio per loro. Spero non sia così. Io non ho soluzioni: ci sono tanti fattori che fanno sì che oggi si preferisca uno straniero praticamente rookie ad un nostro giovane. Non so cosa serva, ma fatelo, perché se questi ragazzi non giocheranno quanto meriterebbero sarà davvero un brutto segnale.

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